È stata approvata all'unanimità dal Gran Consiglio ticinese (76 votanti), nel tardo pomeriggio, l'istituzione della commissione parlamentare di inchiesta che dovrà fare chiarezza sull'operato della sezione della logistica, in particolare alla luce del caso CHIT.
Per la presidenza l'ha spuntata Carlo Luigi Caimi (PPD), con 39 voti contro 29, sul verde Sergio Savoia. Nessuna sorpresa invece sulla composizione dell'organo parlamentare, nel quale figurano i nomi annunciati (Brivio, Badasci, Caimi, Lurati, Savoia e Chiesa). I deputati hanno rigettato i vari emendamenti proposti da PS, Morisoli e Pronzini, ad eccezione di quello relativo al conflitto d'interesse per i commissari che hanno intrattenuto rapporti con la sezione cantonale. In particolare, i deputati non hanno voluto rendere troppo dettagliato il mandato per non rischiare di circoscrivere ulteriormente il raggio d'azione dell'inchiesta parlamentare.
In giornata il Consiglio di Stato aveva aderito all'idea facendo peraltro alcune proposte che ne estendano il campo d'azione dell'organo inquirente: esame retroattivo fino a dieci anni, assunzione di tutti i mezzi di prova, e proposta di correttivi normativi e procedurali. Il decreto è stato alla fine votato all'unanimità (61 adesioni).
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Leonardo Spagnoli
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