Il traffico che giovedì è rimasto paralizzato lungo le arterie stradali ticinese a sud del Monte Ceneri. Il blocco si è creato a causa di una serie di sfortunati eventi. Quasi 6 ore di colonne interminabili che hanno creato il malcontento in molti utenti della strada. Ma c'è anche chi, in questi casi, deve intervenire, e dovrebbe farlo tempestivamente.
"Non avendo i segnali prioritari se c'è un ingorgo anche noi facciamo parte di questa colonna – sostiene Matteo Umiker del Servizio coordinato stradale ticinese –. Anche io ieri ero in colonna e so cosa vuol dire rimanere per ore in quella situazione".
Un problema che tocca anche la polizia, come conferma Decio Cavallini, capo Gendarmeria PolTi: "Con l'autostrada occupata, chiaramente, non si può circolare a 130 km/h, quindi i tempi si moltiplicano".
Per favorire l'accesso a luci blu e arancioni tutti gli utenti della strada devono collaborare. Sempre Cavallini: "Le norme prevedono che si passi in mezzo con i veicoli di soccorso. I minuti sono fondamentali. Per questo, per esempio, blocchiamo le gallerie, per poter passare più velocemente".
In questi mesi è in corso la revisione che regola gli interventi del soccorso stradale, ma non sono da attendersi grossi cambiamenti. I margini di miglioramento su una rete stradale satura come quelle ticinese sono minimi se non si vuole mettere mano alle infrastrutture".
QUOT/Red.MM


