Nelle scorse settimane si è parlato molto di sicurezza a Lugano: dai recenti scontri avvenuti a margine della manifestazione del Primo maggio alle risse all’esterno delle discoteche o alla pensilina. Ma Lugano è ancora sicura? Sì, e tra le dieci più grandi città elvetiche rimane quella con meno reati per abitante.
Ma è anche una città in cui si iniziano a intravedere alcuni trend negativi che vanno presi sul serio: sono in aumento i reati violenti, come pure - e questo vale per tutta la Svizzera - quelli legati alla violenza domestica. È quanto emerge dall’annuale incontro tra la polizia comunale e la stampa che si è tenuto lunedì.
Torrente: “Una violenza più nervosa e più giovane”
Da dieci anni Lugano guida la classifica delle città con meno reati e ogni anno questo dato viene annunciato con toni trionfalistici. Ma non stavolta: il comandante Roberto Torrente - che nelle prossime settimane andrà in pensione dopo aver guidato la polizia cittadina per 22 anni - è infatti stato più cauto, parlando di una situazione in chiaroscuro. “Da un lato - ha spiegato alla RSI - si constata la diminuzione di diversi reati che in passato preoccupavano, dall’altro c’è la comparsa di un nuovo nervosismo, di una nuova violenza, di una nuova irrequietezza soprattutto dei giovani”. Un fenomeno che ha fatto la sua apparizione dopo la pandemia, “e che non sembra cessare”.
Il comandante Torrente ha dunque sottolineato che Lugano non va considerata come la città più sicura della Svizzera, bensì quella con meno reati. Come si spiega questo cambiamento nella narrativa? “Le nostre statistiche non sono soltanto numeri, ma sono la persona che vuole rientrare la sera, che ha paura, il commerciante, il ragazzo. Al di là del dato positivo, dobbiamo operare affinché queste persone si sentano al sicuro”.
Cosa dicono comunque i numeri? A Lugano sono stati registrati 34,9 reati ogni 1’000 abitanti, un dato in crescita del 2,2%. Ma restano meno se paragonati ai 61 di Zurigo, agli 82 di Ginevra o ai 98 di Basilea.
Focus sulla pensilina
Un’area di Lugano in cui si dovrebbero concentrare gli sforzi di polizia è quella della pensilina, secondo il comandante Torrente. È lì che “abbiamo una concentrazione di giovani legata all’utilizzo dei mezzi pubblici di ritorno dai vari locali” ha osservato, sottolineando che è necessaria una presenza, anche con operatori sociali. “Bisogna cercare di capire come smorzare quello che succede durante le serate”.
Valenzano Rossi: “Non bisogna abbassare la guardia”
“Lugano resta una città sicura, ma non bisogna abbassare la guardia”. È quanto ha affermato la municipale Karin Valenzano Rossi, capodicastero Sicurezza. E ha sottolineato la necessità di “affrontare con grande serietà i nuovi episodi di violenza” per evitare che dilaghino.
I disordini del Primo maggio
Al margine della manifestazione dello scorso Primo maggio a Lugano, due persone sono rimaste ferite in disordini che si sono verificati nella zona della pensilina. Provocazioni tra gruppi di estrema destra e di estrema sinistra erano sfociati, in serata, allo scontro vero e proprio, anche con la polizia.
In seguito a questo episodio, alla municipale Valenzano Rossi la RSI ha posto una domanda sia sul pericolo delle tifoserie sportive violente che degli scontri tra estremisti in città. “Purtroppo - ha risposto - il dibattito pubblico, politico, ma non solo, diventa sempre più violento e si traduce in scontri nelle piazze. L’abbiamo visto a livello mondiale e abbiamo avuto un assaggio anche a Lugano. Vogliamo che resti un assaggio e che non si trasformi in qualcosa di più consolidato”.
Valenzano Rossi ha concluso che si tratta di “una dinamica correlata all’essere polo urbano: cominciamo anche noi ad assistere a fenomeni che da tempo si vedono in altre città, crescono nelle altre città e piano piano arrivano anche a Lugano”.





