La madre 29enne bellinzonese ritenuta prima delle feste "non idonea" a prendersi cura di suo figlio dall'autorità di protezione (vedi articoli correlati) ha poi effettivamente trascorso il Natale con il piccolo in una famiglia affidataria, salvo poi esserne di nuovo separata. La vicenda — che nel dicembre 2015 aveva suscitato un'ondata di polemiche partita da una presa di posizione pubblica di esperti di primo piano che hanno reso possibile un repentino cambio d'opinione dell'autorità di protezione — oggi si è fatta più intricata.
"Hanno portato via mio figlio — ha raccontato la protagonista ai microfoni della RSI — e oggi lo posso vedere solo quattro volte alla settimana per un'ora e mezza, in un punto di incontro sorvegliato". Il bambino, di tre mesi, oggi è stato collocato in un istituto a Lugano, mentre la madre risiede a Bellinzona come le altre due figlie, di otto e nove anni, che però sono ospitate all'istituto Von Mentlen.
Il collocamento nella famiglia affidataria è durato solo un mese. "È stato periodo di sofferenze per la giovane mamma — ha spiegato Paolo Peduzzi, pediatra autore di una interrogazione che ha seguito la vicenda — la famiglia non era pronta ad accogliere entrambi e una mattina, dopo le feste, si sono presentati alla porta tre funzionari che l'hanno di nuovo portata via senza nessun preavviso, minacciandola".
"Non sono chiari i motivi della separazione — lamenta la donna al centro della storia —. Ma certo è che sono basati su una perizia genitoriale nell'aprile del 2010 e con questo documento hanno decretato il collocamento d'autorità nel 2011, togliendomi la custodia delle due bimbe". Le speranze, però, ora sono riposte in una nuova perizia. "Voglio che le cose cambino", conclude.
CSI/px
Dal Quotidiano:
01.04.2016: Riuniti e di nuovo separati






