Le autorità maltesi starebbero trattenendo un cittadino tunisino sospettato di essere lo scafista del barcone inabissatosi ieri pomeriggio nel canale di Sicilia. E’ questa la principale novità emersa in serata sul tragico naufragio.
Secondo indiscrezioni raccolte a La Valletta, l'uomo sarebbe stato identificato da molti dei 146 sopravvissuti, che stanno testimoniando alle autorità. Durante gli interrogatori, alcuni naufraghi avrebbero inoltre affermato che una motovedetta libica avrebbe sparato sul barcone prima che si capovolgesse, uccidendo due persone. Malta ha aperto un'inchiesta sull'accaduto.
Infine sempre stando ai racconti di alcuni superstiti, è anche emerso che, per salire a bordo della barca, i migranti hanno dovuto pagare 3000 dollari a testa.
Recuperati 34 corpi
Intanto, il numero dei morti provocato dal naufragio potrebbe ancora aumentare. Finora sono 34 i corpi recuperati, ma, stando all'Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati, a bordo dell'imbarcazione potrebbero esserci state fino a 400 persone. Solo 200 sono state tratte in salvo. L'emergenza però non si ferma: solo oggi 4 barconi sono stati soccorsi a largo di Lampedusa. Circa 400 le persone salvate, tra cui donne e bambini.
Nuovo intervento in serata
Sempre in serata poi vi è stato un nuovo intervento di soccorso a migranti nel canale di Sicilia: la nave Espero della Marina militare ha preso a bordo 14 persone che si trovavano su una piccola imbarcazione. Una donna, al nono mese di gravidanza e con delle contrazioni all'addome, è stata trasferita d'urgenza a Lampedusa con l'elicottero imbarcato sulla nave.
Red. MM.







