Da oltre vent’anni la Masseria Vigino di Castel San Pietro si trova in uno stato di rovina. Ma ora la dimora di rilevanza storica, risalente al XVesimo secolo, è finalmente pronta per una nuova vita: grazie all’intervento di una fondazione verrà infatti restaurata e trasformata in uno spazio di pubblico utilizzo, con servizi integrati per famiglie.
Alessia Ponti, sindaca di Castel San Pietro, esprime contentezza e parla di un “progetto bellissimo, nel quale crediamo molto” e che porterà “un valore positivo per tutta” la regione. Bene culturale protetto, la Masseria nel 2024 è stata ceduta dal Cantone alla Fondazione Carozza, che si assumerà l’intero costo dei lavori, stimato tra i 10 e i 12 milioni di franchi. Lo stimolo, ricorda il presidente Fabio Gaggini, è senz’altro “nato dalla fondatrice, la compianta signora Luisella Carozza Cassani”. Ha così preso le mosse un progetto che ha coniugato “quella che era la sensibilità della signora Carozza, con quelle che erano le esigenze del territorio”.
Il progetto prevede un ristorante, spazi espositivi, un asilo nido e un luogo dedicato alla nascita, con un centro post parto: una prima in Ticino. Un “luogo d’accoglienza per le donne che partoriranno” e grazie al quale i bambini saranno “al centro dell’attenzione non solo della famiglia, ma di tutta la nostra comunità”, spiega la sindaca Ponti.
Sul piano architettonico l’obiettivo è quello di conservare quanto più possibile ciò che resta della struttura originale. L’architetto Nicola Baserga sottolinea in questo senso l’esigenza di “trovare il giusto equilibrio” fra l’intervento di conservazione e quello che si impone “dove chiaramente la conservazione non è più possibile”. Fermo restando che deve rimanere “l’aura, il carattere dell’edificio storico”. A breve sarà pubblicata la domanda di costruzione e, salvo intoppi, si auspica che la Masseria possa aprire le sue porte verso la fine del 2028.






