Si è chiusa, sul fronte penale, la vicenda legata alla morte del 27enne deceduto il 7 maggio 2014 alla Clinica psichiatrica cantonale di Mendrisio, a causa dei farmaci somministratigli mentre si trovava immobilizzato a letto.
Nel settembre del 2019 la pretura penale prosciolse due dei quattro imputati e condannò gli altri: un medico assistente e il capo-servizio del reparto in cui il giovane era stato ricoverato. A entrambi, ritenuti colpevoli di omicidio colposo, vennero inflitte una pena pecuniaria sospesa e una multa.
Il capo-servizio accettò il verdetto. Il medico assistente, difeso da Luca Marcellini, impugnò invece la sentenza. La Corte di appello, presieduta dalla giudice Giovanna Roggero-Will, ha accolto il suo ricorso. Il 37enne è stato prosciolto, e in via definitiva. La decisione – ha appreso la RSI sempre venerdì – è infatti cresciuta in giudicato.






