È stato convalidato il fermo della coppia italo-svizzera residente da oltre 30 anni ad Aldesago fermata mentre stava concludendo l’acquisto di un bimbo rumeno di otto anni.
Alla donna sono stati concessi i domiciliari così da potersi occupare della figlia ventenne affetta da un grave handicap psicofisico. Il piccolo è stato invece affidato a una struttura di accoglienza.
Sul caso gli inquirenti stavano indagando da quattro mesi. È stato tramite intercettazioni telefoniche nell’ambito di un’indagine per auto rubate che gli inquirenti hanno scoperto la compravendita.
L’acquisto viene negato dagli aspiranti genitori e dai mediatori che lo hanno organizzato, ma la loro tesi è poco credibile. È infatti emerso che, prima del bimbo rumeno, la coppia aveva tentato di acquistare il figlio minore di una donna della provincia di Catania. Quest’ultima però, intascati i soldi, era tornata a casa con il figlio.
CSI/Red. MM
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