Ticino e Grigioni

Mortale in cantiere, "omicidio colposo"

Per la perizia il terrapieno che in gennaio ha seppellito a Bellinzona un operaio non era a norma

  • 19.09.2013, 20:00
  • 4 maggio, 13:11
mortale cantiere bellinzona rm.jpg
  • rescue media-archivio

Quello scavo non rispettava le norme SIA (i criteri imposti, a livello svizzero, nel settore delle costruzioni). È la conclusione a cui giunge la perizia geo-tecnica commissionata dalla magistratura per chiarire le cause della tragedia avvenuta, il 17 gennaio scorso, su un cantiere di Bellinzona, in via Torti. Una parte del terrapieno cedette improvvisamente, travolgendo l’operaio che si trovava all’interno, a circa tre metri di profondità. Il 30enne italiano (padre da appena due mesi) morì sul posto, sepolto da decine di metri cubi di materiale.

La causa? La parete in questione – ha stabilito l’esperto – non era stata puntellata, come invece, per ragioni di sicurezza, si sarebbe dovuto fare. Nei confronti dei responsabili si prospetta quindi l’accusa di omicidio colposo. Alla procuratrice pubblica Marisa Alfier, titolare delle indagini, il compito d’inviduarli. Diverse le posizioni da esaminare: sia per quanto riguarda l’impresa principale, sia tra il personale della ditta a cui sembrerebbe (ma la questione è contestata) che fossero stati subappaltati i lavori di scavo.

Francesco Lepori

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