Ticino e Grigioni

Nel cuore un po' di tutti

Con l'uscita di scena di Giudici dal Municipio di Lugano si conclude un'era; rassegna stampa

  • 30.08.2013, 09:50
  • 4 maggio, 12:07
Giorgio Giudici 13.12.2012 tp.jpg

“Un’annata che resterà nella storia”, è il titolo dell’editoriale del Corriere del Ticino firmato da Claudio Meier e dedicato a Giorgio Giudici e alla sua decisione di lasciare il Municipio di Lugano.

Nella sua riflessione, Meier ricorda che “Con l’uscita di scena di tre personaggi del calibro di Giuliano Bignasca, Giovanni Cansani e Giorgio Giudici, il 2013 resterà segnato come un anno storico nella vita di Lugano”. “Giudici è durato tanto perché ha la qualità dei grandi manager; … Giudici è durato tanto perché ha saputo tenere sotto controllo sia i nemici, sia gli amici; … Giudici è stato un vero uomo di potere, politico ed economico, quando le due cose si sono mischiate, è diventato il paradigma della pericolosa commistione tra interessi privati e cosa pubblica. Un ombra in un ‘regno’ in cui però ha dominato la luce”, conclude.

Su laRegioneTicino, Matteo Caratti si sofferma soprattutto sul futuro del partito e scrive: “Il passaggio di testimone in mani molto più giovani, Michele Bertini compirà fra poco i 28 anni, ha un significato particolare. Il PLR, partitone di maggioranza relativa, che recentemente ha subito smacchi impensabili sino a qualche anno fa, tenta la sua riscossa voltando anagraficamente la storica pagina ‘giudiciana’. L’aria fresca è fina”.

“Ma da Michele Bertini e da Giovanna Masoni non si potranno attendere miracoli. Avranno a che fare con un Marco Borradori vera e propria macchina elettorale difficilmente battibile”, scrive il direttore del quotidiano che sottolinea, “pensionando un politico del calibro di Giorgio Giudici, e con lui anche un’epoca, ci auguriamo che il PLR sappia ancora raccogliere le sfide incombenti su Lugano e su tutto il cantone”.

Dal canto suo Claudio Mésoniat , sul Giornale del Popolo scrive: “Giorgio Giudici, vero signore della politica in Ticino, lascia la politica da gran signore;… in realtà qualcosa ha convinto Giudici ha una virata di 180 gradi rispetto alla scelta di quattro mesi fa di restate in Municipio da ‘secondo’”.

Il direttore del foglio identifica due ragioni: “Da un lato la situazione finanziaria della città, che sembra lasciare meno spazio del previsto a una completazione adeguata dei ‘grandi progetti’ cui Giudici aveva posto mano da tempo; … dall’altro, inutile cercare di nasconderlo, una scarsa sintonia con gli altri colleghi di Esecutivo, leghisti in particolare”.

RedMM/TXT

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