Ticino e Grigioni

"Noi, vittime, non siamo state ascoltate"

Rabbia e umiliazione per il comportamento di alcuni soci: la testimonianza di due donne dopo l'assemblea straordinaria di Unitas

  • 27 marzo 2023, 05:48
  • 8 febbraio, 10:43

SEIDISERA del 26.03.2023 - Il servizio di Nicola Lüönd: la testimonianza delle vittime

RSI New Articles 26.03.2023, 19:30

  • Ti-Press/Pablo Gianinazzi
Di: SEIDISERA/Red.MM

Ha suscitato grande scalpore lo scandalo che negli ultimi mesi ha travolto Unitas, la sezione per la Svizzera italiana della Federazione svizzera dei ciechi e deboli di vista, che ha visto un suo ex dirigente coinvolto in casi di molestie sessuali.

SEIDISERA è riuscita a ottenere le impressioni di due persone, vittime dell'ex alto dirigente di Unitas, che hanno presenziato sabato all'assemblea straordinaria dell'associazione, durante la quale è stata presentata la sintesi dell'audit commissionato per fare luce sulla vicenda (vd. correlati).

"Per me, dopo 40 anni di Unitas, è stata assolutamente l'assemblea più scandalosamente deludente” racconta sotto anonimato la prima interlocutrice, senza nascondere la rabbia e la frustrazione per il trattamento riservatole. “Non c'è stato modo di poter parlare: il Comitato ha rifiutato di confrontarsi con noi vittime e non ci ha dato le risposte alle domande che ponevamo.”

E come se non bastasse, oltre il danno pure la beffa. Dopo che il Comitato ha ammesso sommariamente le sue colpe - "che ha lavorato male, che non ha fatto mai niente per le vittime, che è stato lì a guardare per 25 anni" continua la donna - un gruppo di soci ha risposto con applausi e complimenti. "Mi sono sentita umiliata; è veramente una cosa atroce e faccio ancora fatica a digerirla".

Anche una seconda persona, vittima della vicenda, ha fatto eco al resoconto. “Per me la cosa più deludente è stato come si sono comportati certi soci: ci sono stati alcuni soci che chiaramente hanno tenuto la parte di questa persona” e poi ancora: "Noi vittime non siamo state ascoltate".

Qualcuno ha addirittura provato ad avanzare insinuazioni maligne: "A me quasi si è detto che ho parlato per avere soldi" racconta ferita una delle due donne. Eppure i soldi “non c'entrano nulla: quello che lui ha fatto con me è capitato veramente”. "Io sono entrata in Unitas per avere sostegno e non per ritrovarmi in questa situazione", ha spiegato.

Sulla scia delle polemiche relative a questa vicenda - che è emersa grazie al coraggio delle vittime - qualcosa si sta muovendo. Sabato, con l'assemblea straordinaria è iniziata la sostituzione di certe persone ai vertici. Ma dopo il comportamento tenuto sabato da alcuni soci, le vittime hanno solo dubbi e perplessità rispetto il futuro di Unitas.

"Quello che deve assolutamente cambiare è la mentalità dei soci, altrimenti non si può veramente fare niente", dichiara la prima persona e aggiunge: "Possono cambiare tutti gli statuti e tutti i comitati possibili però non cambierà niente”.

"Mi hanno tolto tutto l'entusiasmo" - dichiara la stessa - "perciò penso che non spenderò neanche più un minuto a pensare cosa fare per un'associazione alla quale davvero non sento più di far parte: auguro veramente il bene a tutti, ma ora basta".

Così anche la seconda persona che, augurando il meglio all'associazione, dichiara la volontà di allontanarsene: "Non sarò ancora molto presente in Unitas".

Dopo quello che hanno vissuto e quello che hanno sentito, il miglioramento non sembra in vista. Per ora rimane la delusione e l'amarezza per un'assemblea che non ha ascoltato la voce di quelle stesse persone che, negli anni, avrebbe dovuto aiutare e difendere.

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