Al Welschdörfli di Coira apre il primo centro d’accoglienza con annesso un locale per il consumo controllato di stupefacenti nei Grigioni. Un’apertura attesa diversi anni, soprattutto da chi conosce bene la realtà dello Stadtpark, il parco cittadino di Coira, dove la droga ha preso piede da diversi decenni.
Il tempo del “base” e del “crack”
“È luna piena. La gente dà fuori di testa”, racconta un frequentatore dello Stadtpark di Coira, mentre si prepara un caffè. Una donna con i capelli neri e le unghie rosse racconta che uno dei frequentatori abituali non sta bene. All’ombra della statua dedicata al poeta Johann Gaudenz von Salis un uomo sulla cinquantina cerca per terra pietruzze bianche: il “base”, ovvero la cocaina bollita con l’ammoniaca.
Erb: “Il passaggio dall’eroina alla cocaina è stato brutto”
Werner Erb, assistente sociale che per 17 anni ha lavorato all’associazione Überlebenshilfe a Coira, si reca al parco ogni mercoledì. Con l’aiuto di volontari porta vestiti, coperte calde, caffè, biscotti e panini alle persone che popolano il parco e che sono emarginate a livello sociale.
“Il passaggio dall’eroina alla cocaina è stato un brutto sviluppo”, spiega Erb nell’’intervista rilasciata a Keystone-ATS, specificando che “la cocaina è più economica e di conseguenza più accessibile”. Inoltre con la cocaina, prosegue l’assistente sociale, “le persone sono più nervose, più aggressive. Spesso non mangiano più e non dormono per giorni”.

Nel parco al centro della città di Coira si incrociano le storie e i destini di numerose persone, che vivono emarginate dalla società
Stadtpark di Coira: 30 anni di droghe
La storia della droga allo Stadtpark è iniziata, appunto, 30 anni fa. Già nel 2000 fu aperto un ambulatorio per il trattamento e la consulenza per i tossicodipendenti, prevalentemente con dipendenza da eroina. Negli ultimi 7-8 anni, però, la situazione è cambiata radicalmente a causa dell’aumento del consumo di droghe come “crack” e “base”, sostanze ricavate dalla cocaina, che provocano un effetto euforizzante in pochi secondi e che dura per circa 20 minuti. Questo meccanismo crea una potenziale “dipendenza superiore alle altre droghe”.
Così, nel giro di pochi anni, Coira è diventata una delle scene della droga più grandi della Svizzera. E nelle giornate di bel tempo si possono incontrare fino a 50 persone nel parco cittadino. Questa tendenza sembra essere in crescita: “In media ogni anno registriamo cinque consumatori in più nello Stadtgarten”, spiega il comandante della polizia cittadina Andrea Deflorin.
Un progetto pilota di 3 anni
Il tema della droga non è però rimasto chiuso nello Stadtpark. Negli scorsi anni la scena della droga è approdata sul palcoscenico politico. Nella sessione di dicembre del 2018 il granconsigliere socialista Tobias Rettich ha presentato la prima mozione che chiedeva la creazione di uno spazio per il consumo controllato di stupefacenti e un centro d’accoglienza. Ora, a otto anni di distanza, la richiesta diventa realtà. Nel giugno del 2024 il 66% dei cittadini ha approvato un credito quadro di 3,88 milioni di franchi. E i soldi serviranno per gestire il progetto pilota per i prossimi tre anni.
I limiti del locale del consumo
Anche Werner Erb si è impegnato per la creazione di una locale per i tossicomani, da oltre un ventennio. “Mi sono battuto per le persone eroinomani, che non potevano consumare in calma e in un posto controllato. Nella fretta e con il via vai di aghi c’era il rischio di epatiti, AIDS e non so quali altre malattie”, racconta Erb. Ma ora la situazione è diversa. “Per farti di “base”, basta una pipetta e in trenta secondi hai consumato la tua dose, e lo puoi fare ovunque”, racconta. Con l’arrivo del “base” e del “crack”, un locale per il consumo controllato degli stupefacenti rischia quindi di essere inutile? “Non tutti vedranno il senso di andare al Welschdörfli per fumare 30 secondi. Io cercherò di motivarli ad andare lì”, dice Werner Erb.
Il locale al civico 7 della Seilerbahnweg nel quartiere Welschdörfli sarà aperto dalle 11 fino alle 19 e sarà riservato ai tossicomani maggiorenni residenti nei Grigioni. In quella fascia oraria gli stupefacenti non potranno più essere consumati e spacciati all’interno del parco cittadino. Ma Werner Erb avverte sui possibili rischi: “La polizia sarà più presente qui e ci sarà più repressione. Se il gruppo che adesso si trova qui dovesse cominciare a sparpagliarsi per la città, poi avremmo questa sporcizia ovunque”.
Erb: “Non hanno altra patria all’infuori del parco”
Nello spazio non si offrirà ai tossicodipendenti solo un servizio di consumo controllato, ma questi riceveranno anche cibo, bevande, potranno lavare i propri vestiti, pulirsi, dormire e ricevere assistenza quotidiana, anche medica.
“Circa il 20-25% delle persone riescono a uscire dal turbine della droga”, dice Erb, ma “gli altri purtroppo ci ricascano”. Per questo motivo l’assistente sociale continuerà a tornare ogni mercoledì allo Stadtpark, anche dopo l’inaugurazione della stanza del consumo, offrendo biscotti, caffè, panini e continuando a suonare con il suo gruppo di musicisti.
Ma questo nuovo centro non aiuterà, secondo Erb, a far diminuire le persone al parco: “Non hanno un’altra patria all’infuori del parco cittadino. Questa è la loro famiglia. Ed è qui che torneranno”.

Grigioni sera
RSI Info 13.03.2026, 21:25
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