Ticino e Grigioni

Nomine contestate al DECS, “qualcosa non ha funzionato”

Sezione dell’insegnamento medio superiore: la consigliera di Stato Marina Carobbio fa autocritica ma nel frattempo un ricorso blocca un nuovo bando di concorso

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Quelle Nomine contestate alle Scuole medie superiori - Ridare la vista in Messico

Falò 21.04.2026, 20:40

  • rsi
Di: Francesca Luvini e Gaetano Agueci 

La sezione dell’insegnamento medio superiore (SIMS) è rimasta senza guida, dopo una tormentata vicenda che ha visto le due persone nominate in job sharing nel 2024 per due volte “bocciate” dal Tribunale amministrativo per mancanza di requisiti gestionali. Ora prende posizione la consigliera di Stato Marina Carobbio e fa autocritica. Ma la vicenda non è terminata: un nuovo ricorso, anticipa Falò, è stato inoltrato contro la decisione di procedere ad un nuovo bando di concorso.

La vicenda giudiziaria

La radice del problema risale al 4 marzo 2024, con l’uscita del bando di concorso per il vertice della SIMS, che si conclude con la nomina in job sharing di Désirée Mallé e Mattia Pini. Ad opporsi è un vicedirettore di Liceo, candidato scartato: con un ricorso al Tribunale amministrativo cantonale (TRAM) contesta l’idoneità delle persone nominate, mancherebbero dei requisiti di “pluriennale e riconosciuta esperienza di gestione nel settore della scuola” e di “pluriennale esperienza di gestione amministrativa e del personale”, espressamente richiesti dal bando. E ci vorranno due decisioni del TRAM per mettere un punto finale a questa vicenda. La prima sentenzia che l’autorità di nomina non ha verificato che i due candidati disponessero dei requisiti, la seconda è dura e categorica e definisce la nomina illegittima, i due candidati non avevano i requisiti espressamente richiesti dal bando, la nomina va annullata. Ed è storia delle ultime settimane l’annullamento del concorso e l’annuncio di un nuovo bando.

La vicenda politica

È una vicenda pasticciata che getta un’ombra sulla gestione dei concorsi pubblici e del DECS e che ha sollevato una valanga di atti parlamentari.

Quasi tutti i partiti hanno riempito la posta del Dipartimento e del Consiglio di stato: “È chiaro che si è voluta una prova di forza … Credo che questa vicenda abbia rimesso in discussione la credibilità della direzione del DECS” ci dice Pino Sergi dell’MPS. Gli fa eco Gianluca Padlina del Centro: “È una storiaccia … è venuta alla luce una situazione che preoccupa”. Fiorenzo Dadò chiede che qualcuno se ne prenda le responsabilità e infine c’è chi senza mezzi termini distribuisce le colpe, in particolare in seno alla Divisione della scuola: “Probabilmente (i nominati) sono stati favoriti e chiedo se ci saranno dei provvedimenti interni perché qualcuno la colpa ce l’ha … e il primo sbaglio viene dal capodivisione Emanuele Berger.” E queste sono le parole di Maruska Ortelli (Lega) che è presidente della Commissione della formazione in seno al Gran Consiglio.

Le risposte del capo divisione

Per la prima volta a Falò si esprime il capo della Divisione della scuola Emanuele Berger contro cui in tanti hanno puntato il dito. Vuole sottolineare la serietà del processo di selezione del concorso: “Hanno concorso come tutti gli altri senza essere cercati e senza essere favoriti”, ci ha detto. I due candidati erano risultati i migliori nonostante la mancanza di requisiti di esperienza gestionale, aggiunge: “Sono requisiti importanti per quello sono stati messi nel bando, poi si valuta un insieme di altri requisiti che la Commissione ha ritenuto più importanti come può essere affrontare problemi complessi, organizzare il lavoro, assumere decisioni”.

I due (ex) direttori

Protagonisti e vittime involontarie della vicenda sono le due persone nominate in job sharing ed oggi lasciate a casa: Désirée Mallè e Mattia Pini, entrambi con esperienze nell’ambito delle scuole professionali ma non dei licei. A Falò hanno voluto raccontarsi, spiegare la loro scelta di candidarsi per la funzione di capisezione e le garanzie ricevute dal DECS. Ed esprimono la loro amarezza per quella che ritengono una decisione politica e non di merito. “Se è assolutamente vero che all’entrata in servizio nella nostra funzione non disponevamo pienamente di tutti i requisiti, abbiamo dimostrato sul campo che la gestione amministrativa e del personale della sezione è stata fatta e bene per un anno e mezzo” afferma Désirée Mallè. Mattia Pini aggiunge: “Il lavoro che abbiamo svolto era gradito. Abbiamo ricevuto entrambi valutazioni eccellenti rispetto agli obiettivi che c’erano stati assegnati quindi pensavamo che nel merito del lavoro ci fossero gli estremi anche per poter continuare.” Ma così non è andata, e la loro partenza lascia la Sezione dell’insegnamento medio superiore senza guida.

L’autocritica del Dipartimento

Sono passati due anni da quando è iniziata tutta questa vicenda e finalmente a Falò si è espressa in intervista la direttrice del Dipartimento educazione cultura e sport. E Marina Carobbio ha ammesso gli errori fatti: “Alla luce dei fatti la procedura di selezione non ha funzionato, sono emerse delle criticità e le responsabilità vanno chiarite”, ci ha detto. Fa riferimento ad aspetti di stesura del bando di concorso e all’adempimento dei requisiti previsti, “ma anche all’importanza di non sottovalutare che alla testa di una sezione come quella dell’insegnamento medio superiore sarebbe forse stato opportuno avere qualcuno che già conoscesse la realtà del liceo”. E questo perché sono anni cruciali per una riforma prevista dalla Confederazione e che i licei sono chiamati a mettere in atto e che modificherà il piano di studi.

Per il futuro promette una discussione intorno all’adeguamento delle procedure affinché non si ripeta quanto successo.

Una vicenda non finita

La vicenda però è tutt’altro che terminata. Perché - è notizia di questi giorni - anche contro l’annullamento del vecchio bando di concorso e la decisione di aprirne un nuovo è stato inoltrato ricorso. Ad opporsi è sempre lo stesso candidato scartato, che contesta, questa volta, l’affermazione del Consiglio di stato secondo la quale si procede ad un nuovo concorso poiché “nessun candidato è risultato idoneo”. Questo nuovo ricorso rischia di ritardare ancora di parecchio l’apertura di un nuovo concorso e quindi la nomina di un direttore o una direttrice alla testa della sezione dell’insegnamento medio superiore, tanto attesa in un momento delicato come questo della riforma liceale da coordinare.

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