Ticino e Grigioni

Asclepios VI è “allunato” sul San Gottardo

Al via la simulazione spaziale che vede nove studenti e astronauti isolati nei cunicoli del Sasso, un test cruciale per preparare le future esplorazioni sulla Luna

  • Un'ora fa
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Missione lunare sul San Gottardo

Il Quotidiano 12.07.2026, 19:00

Di: Il Quotidiano - Matteo Burkard/M.Mar. 

La simulazione di un viaggio spaziale? Sembra surreale, ma è successo domenica dentro i cunicoli del Sasso San Gottardo, dove in nove, tra studenti e astronauti da ogni parte del mondo, hanno messo in scena la procedura di lancio verso la Luna. Questa simulazione fa parte della missione Asclepios VI, un’organizzazione senza scopo di lucro ideata al Politecnico di Losanna, che simula voli spaziali sulla terra.

Come spiegato al Quotidiano da Michelle Pahud, vicepresidente di Asclepios VI, i membri della missione sono nervosi, ma contenti di partecipare, perché “sono preparati davvero. Hanno più di un anno d’allenamento fisico e mentale alle spalle”. È il quinto anno in cui il gruppo è ospitato al San Gottardo e “ogni volta Asclepios diventa più grande. Per questa missione si contano oltre 100 studenti”.

“In questo caso simuliamo un viaggio di due settimane verso il Polo Sud della Luna”, afferma Ambre Bexter, codirettrice della missione, spiegando che “vogliamo avvicinarci il più possibile a quello che sarebbe un vero viaggio sulla Luna, ma anche dare agli studenti la possibilità di imparare qualcosa”.

Studenti e astronauti saranno dentro la base, isolati da tutti, per due settimane, senza avere contatti con l’esterno. “Io e i miei compagni di missione faremo esperimenti scientifici, ma potremo sicuramente anche divertirci tutti insieme”, racconta Ioana Dimitrova, astronauta della missione. Si tratterà di esperimenti in vista di esplorazioni spaziali future. L’idea è quella di fare sulla Terra tutte le simulazioni e le prove possibili, prima di una vera missione, riducendo così i costi.

Il Sasso San Gottardo è un luogo adatto a questo tipo di simulazioni, perché anche sulla Luna una base sarebbe sottoterra, per essere protetta dai raggi cosmici. Un’opportunità anche per i visitatori del museo, che in questo caso possono parlare con i membri del gruppo e vedere immagini e video di ciò che accade.

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