Rachid Nekkaz , attivista e uomo d’affari, pagherà tutte le multe inflitte alle donne che porteranno il burqa o il niqab in Ticino. Il 41enne, fondatore di "Touche pas à ma constitution" , fa altrettanto in Belgio e Francia. Cosa lo spinge ad agire così? Al Radiogiornale spiega di "essere un vero democratico" e sottolinea di avere a cuore le idee degli altri: “Anche se non condivido le opinioni altrui, mi batterò fino alla morte per permettere che possano continuare ad essere espresse”. Nekkaz dice di non essere d’accordo con il burqa o il niqab, ma, a suo avviso, è doveroso garantire il diritto delle donne a coltivare la loro fede e vestirsi come meglio credono.
"Mai provato che le donne siano costrette"
In Francia e in Belgio quella che Nekkaz definisce una "legge liberticida" ha fatto sì che le donne venissero interrogate ben 1'122 volte. La domanda che viene posta loro al commissariato è sempre la stessa: "Siete obbligate a farlo?". "Finora nessun uomo è stato perseguito dalla giustizia per aver costretto sua moglie, sua sorella o sua figlia a portare il niqab" sottolinea il francese, spiegando che l'Europa deve restare il continente della libertà.
"Lotto anche per quelle che non vogliono il burqa"
Musulmano e sposato con una cattolica, Nekkaz si batte anche per le donne che il velo e il burqa non intendono portarlo. Il 19 settembre era ad esempio in Sudan per assistere una donna processata perché si rifiutava di indossare l'abito.
"Contattatemi e io metterò i soldi"
L'operatore immobiliare di origine algerina ha finora pagato 652 multe per un valore complessivo 123'000 euro. Le donne colpite dal provvedimento sono invitate a contattarlo.
Red. MM/RG
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RG 12.30 - Il servizio di Roberto Porta
RSI Info 24.09.2013, 14:13
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