Dopo oltre 14 anni, si torna a parlare dell’addentellato elvetico del caso Parmalat. E questo perché il Tribunale federale (TF) in una sentenza pubblicata giovedì 5 settembre ha rinviato il al Tribunale penale federale di Bellinzona la sentenza contro un ex manager di Bank of America ed ex consulente del gruppo alimentare italiano.
In sostanza, i giudici di Losanna chiedono di rivedere oltre 200 episodi di riciclaggio aggravato, su un totale di 500, di cui l’uomo veniva accusato. Gli altri atti sono tutti caduti in prescrizione.
Per il TF, dunque, la decisione su questi capi di accusa è definita più volte “arbitraria”, si legge nella sentenza. E non viene tenuto conto di tutta una serie di aggravanti, come del fatto che il manager potesse essere a conoscenza dell’origine illecita dei fondi.
La sentenza dà ragione in parte al Ministero Pubblico della Confederazione, a cui è stato parzialmente accolto il ricorso.
L’uomo aveva riciclato oltre 60 milioni di dollari in Ticino, Grigioni e anche nel Liechtenstein, Lussemburgo e altri paesi.
Al momento nel Principato pende ancora una procedura di confisca, per 21 milioni intestati a un suo prestanome. Rimangono invece sotto sequestro i soldi nascosti nelle banche elvetiche.






