Il Dipartimento delle Istituzioni ha risposto ad Avenir Suisse , che accusa il Ticino di essere il fanalino di coda in ambito di perequazione finanziaria intercomunale.
Stando al DI, per il “think thank” economico elvetico i sistemi di perequazione sono tanto migliori quanto più debole è il tasso di redistribuzione delle risorse: un problema per un territorio contraddistinto da divaricazioni fra città benestanti e periferie a basso potenziale di sviluppo.
Gli aspetti che penalizzano la valutazione sarebbero altresì legati a contributi perequativi concessi o graduati in funzione del moltiplicatore d’imposta, volti a favorire le realtà meno fortunate, ma che stando ad Avenir Suisse inducono a spendere di più e a mantenere il moltiplicatore alto per beneficiare di maggiori aiuti. Il dipartimento di Norman Gobbi smentisce però queste presunte inefficienze volontarie.
Anche la perequazione indiretta, che modula i flussi cantone-comuni e viceversa in funzione della forza finanziaria delle singole località, è valutata negativamente. Per Avenir Suisse i diversi sussidi dovrebbero infatti essere calcolati in rapporto all’intensità di uso di un servizio e l’interdipendenza nell’adempimento dei compiti pubblici è contraria al principio secondo cui è chi paga un servizio a dover determinarne qualità e quantità. Ma stando a Bellinzona, anche questo aspetto sottovaluta le necessità dei comuni deboli.
Dipartimento delle istituzioni/LudoC.
Gallery audio - Perequazione, il DI risponde allo studio
Contenuto audio
CSI 18.00 Il servizio di Gabriele Bohrer
RSI Info 10.10.2013, 20:03
Gallery video - Perequazione, il DI risponde allo studio








