Ticino e Grigioni

Più guardie ai confini elvetici

Schengen: il Nazionale approva la mozione Romano

  • 17.04.2013, 15:25
  • 4 maggio, 12:25
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  • KEYSTONE

Il Consiglio nazionale ha accolto la mozione di Marco Romano (PPD/Ticino) per aumentare gli effettivi delle guardie di confine a un numero almeno uguale a quello in servizio prima dell'entrata degli accordi Schengen-Dublino, la cui utilità è stata al centro delle discussioni questa mattina.

La Camera del popolo ha detto sì anche ad altre proposte, come ad esempio quella di sottoporre certi richiedenti l'asilo a un test del DNA per lottare contro la criminalità straniera.

Niente da fare invece per quella avanzata da Pierre Rusconi (UDC/Ticino) di disdire gli accordi, a seguito dei quali, ha insistito il consigliere nazionale, “la frontiera è diventata un colabrodo”.

Statistiche alla mano, i democentristi hanno tentato di dimostrare il fallimento dello spazio Schengen facendo leva sul continuo aumento della criminalità di confine e sul mal funzionamento dello scambio di informazioni.

Il Ticino è “una cavia”

La soppressione dei controlli alle frontiere interne e le lacune alle frontiere esterne, ha sottolineato il deputato ticinese, fanno di Schengen una vera e propria libera circolazione dei criminali. Per usare le parole dello stesso Rusconi, il Ticino altro non sarebbe che “la cavia di un esperimento mal riuscito”, esperimento peraltro costato oltre dieci volte la cifra preventivata di 7,4 milioni di franchi annui.

L'utilità di Schengen

Contrariamente al collega, Romano non ritiene invece necessario disdire gli accordi poiché non sono in sé la causa della criminalità di confine. Al contrario, essi danno ai dispositivi di sicurezza “importanti strumenti di lavoro”.

Pur non essendo un sistema “perfetto”, ha tenuto a precisare la consigliera federale Nicoletta Sommaruga, Schengen garantisce una maggiore collaborazione internazionale in materia giudiziaria e di polizia, risparmiando alla Confederazione il controllo di 74 milioni di passaggi frontalieri l’anno e lo smaltimento di un numero esponenziale di richieste d’asilo.

Aumento dei costi

La questione dei costi elevati imposti dalla mozione, ovvero un maggior numero di guardie di confine e sistemi di controllo tecnologicamente più avanzati, è stata poi oggetto di discussione. La ministra delle finanze, Eveline Widmer-Schlumpf, ha ribadito la necessità di stanziare i mezzi necessari nel preventivo.

Conclusa la fase degli interventi, la mozione di Marco Romano è stata approvata con 170 voti a favore e 14 contro. La mozione Rusconi è stata invece respinta con 127 voti contro 55. Respinta anche la richiesta di Lorenzo Quadri, 126 voti a 58, di aumentare sensibilmente i controlli al confine.

Smistamento e rimpatrio dei richiedenti l'asilo

Tra le altre richieste approvate, ci sono quelle del PLR che ha chiesto di poter rinviare i richiedenti l’asilo in treno e non soltanto in aereo, e di poter assegnare immediatamente ai centri di accoglienza federali quei facenti domanda che disturbano l’ordine pubblico quando si trovano già in un cantone, e che la loro procedura venga esaminata d’urgenza.

Sempre su proposta dei liberali, la Camera ha poi deciso che, poiché l’Italia ha raggiunto i limiti di capacità, il governo potrà rinviare i “rifugiati economici" direttamente nel proprio paese d’origine.

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  • RG 12.30 - Il comandante Mauro Antonini al microfono di Roberto Chiesa

    RSI Info 17.04.2013, 14:57

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