Daniele Piccaluga, coordinatore della Lega dei Ticinesi, ha fatto il punto sulla situazione politica a un anno dalle elezioni cantonali martedì sera, intervistato dalla RSI durante il Quotidiano.
La decisione di Christian Vitta di lasciare la politica dopo dodici anni non lo ha sorpreso del tutto. “Qualche voce nei corridoi di palazzo girava. Dopodiché non mi aspettavo il tempismo. Adesso diventa un problema dei liberali”, ha affermato il coordinatore della Lega.
Claudio Zali e Norman Gobbi hanno confermato la loro disponibilità a ricandidarsi. “Per me quello che è l’aspetto principale è che hanno ancora voglia di candidarsi, quindi hanno ancora voglia di dare qualcosa al Paese”, ha spiegato Piccaluga. “Di sicuro la Lega, oltre i due uscenti, proporrà (se andremo in alleanza), un altro nome. Se invece dovessimo correre da soli, ci saranno altri nomi sulla lista. Pertanto, di sicuro, se qualcuno dovesse comunque decide di fare qualcosa d’altro o pensare di fare un’altra scelta, avrà anche dei nomi leghisti su una lista della Lega”.
Sul tema del Dipartimento delle finanze e dell’economia, rivendicato anche da UDC e Partito socialista, Piccaluga, ha precisato che: “Prima di tutto bisognerà vedere chi saranno i cinque candidati eletti”. “Dopodiché - ha continuato - io siedo in un municipio, quindi tante volte si ha un’aspettativa di pensare, di prendere, di fare e di inventare anche l’acqua calda. Poi però ci si trova in una riunione, che di solito è quella costitutiva, si fa una sana discussione e a dipendenza poi di come sarà fatta la composizione del Governo credo, visto che il Ministro delle finanze non si ricandida (e quindi per forza non sarà in quella Camera, durante la costitutiva), ci sarà per forza qualcun altro che dovrà prendere le finanze”.
Piccaluga non ha firmato l’atto parlamentare di PLR e Centro sulla riforma della nomina dei magistrati. “Non l’ho firmato perché non mi hanno coinvolto”, ha dichiarato. Ha poi aggiunto che aspetta il messaggio promesso da Claudio Zali su questo tema.
Giovan Maria Tattarletti, il presidente uscente del Tribunale d’appello, ha voluto ieri mettere qualche puntino sulle i: “Non è accettabile - ha detto - che delle tematiche di questo tipo, che toccano l’organizzazione, vengono proposte estemporaneamente alla vigilia di un’apertura di un anno giudiziario, nel contesto verosimile di una campagna elettorale, senza un’attenta riflessione”. Piccaluga, commentando le parole di Tattarletti, ha dichiarato di “concordare in pieno”.
I dati elettorali mostrano un calo della Lega dal 2019 al 2023, mentre l’UDC ha guadagnato terreno. Piccaluga riconosce i numeri ma si dice convinto della solidità della base elettorale “e poi abbiamo ancora un elettorato trasversale”. “Anche la volontà di mettere il sottoscritto, che ha 38 anni, alla testa del Movimento è sicuramente una volontà di rinnovamento e di rilancio. Quindi io auspico che il prossimo grafico che la RSI mostrerà fra qualche mese sarà con un più e non ancora con un meno”.
Sull’alleanza con l’UDC, Piccaluga ha annunciato che “nel corso delle prossime settimane ci saranno incontri importanti, direi anche abbastanza cruciali”. “È chiaro che se lo scenario dovesse essere quello di correre da soli, tenere due seggi (siamo anche noi realisti) sarà un obiettivo molto ambizioso, ma molto difficile. Dopodiché il mio obiettivo è assolutamente quello di crescere all’interno del Parlamento con almeno un seggio e quindi questo secondo me è un obiettivo tranquillamente realistico”.









