“Il riequilibrio dei conti del cantone è un obiettivo condivisibile” ma “i nuovi tagli a carico dei dipendenti dello Stato esulano da un’azione credibile di risanamento” e “non forniscono alcun apporto duraturo”: questa la posizione espressa oggi, venerdì, dai funzionari di polizia aderenti all’Organizzazione cristiano-sociale ticinese, che in assemblea a Locarno hanno adottato all’unanimità una risoluzione all’indirizzo del Gran Consiglio.
Ai deputati chiedono, al momento di discutere il preventivo cantonale 2014, di rinunciare alla soppressione delle indennità di economia domestica e alla riduzione da 18 a 8 franchi di quella per i pasti. Si tratta di due provvedimenti, previsti dal Consiglio di Stato nel quadro delle misure di riduzione della spesa, che penalizzano fortemente una categoria “che già sacrifica tempo e vita famigliare”, come ha ricordato il segretario Lorenzo Jelmini. Il sindacato contesta inoltre le modalità delle decisioni in questione, “imposte e non negoziate”, e chiede che si esca da una logica delle soluzioni unilaterali. Sotto questo profilo, riconosce Jelmini, “qualcosa sta migliorando, ma ancora non ci siamo”.
Gli agenti iscritti all’OCST non si oppongono invece all’idea di una polizia unica, pur continuando a rivendicare un aumento degli effettivi. Questo nonostante uno studio presentato ieri mostri come il Ticino disponga proporzionalmente un organico superiore a quello degli altri cantoni presi in considerazione.
pon
Gallery audio - Poliziotti OCST unanimi contro i tagli
Contenuto audio
CSI 18.00 DRIUSSI POLIZIA 15.11.13.MUS
RSI Info 15.11.2013, 18:57






