La canicola si fa sentire negli ospedali di Ginevra al punto che il personale scende in piazza per rinvedicare misure urgenti. Qual è la situazione in Ticino? Nicola Lüönd di SEIDISERA ha interpellato Michele Broggini, responsabile dell’Area infrastruttura e operazioni dell’Ente ospedaliero cantonale (EOC).
“Come ente ospedaliero - afferma Broggini - abbiamo immobili di diverse età e quindi con diversi standard tecnici. Tutto sommato la situazione è sotto controllo. È evidente che negli immobili più vecchi si registrano temperature e condizioni che sono al limite, sia per quanto riguarda le condizioni di lavoro che le condizioni di degenza”.
Quali sono le strutture che necessitano un intervento più immediato?
“Bisogna fare un po’ di distinguo: gli interventi possono essere di breve termine, quindi puntuali di ventilazione e via dicendo. Oppure interventi che risolvono il problema più a lungo termine. Abbiamo in previsione lavori di ristrutturazione, che però non si limitano all’aspetto della gestione del caldo o del freddo, ma sono risanamenti veri e propri, che toccano anche accessibilità, sicurezza e comfort in generale”.
A livello più immediato invece, a cosa si sta pensando?
“Nell’immediato bisogna intervenire con ventilatori e oscuranti. Ci sono progetti già intesi a potenziare l’impiantistica. In particolare stiamo avviando il progetto di una nuova centrale del freddo per l’Ospedale Civico di Lugano. È stata depositata proprio settimana scorsa la domanda di costruzione. E l’inizio dei lavori è previsto per la fine di quest’anno”.
Il Civico è una delle sedi più problematiche in ambito protezione dal caldo...
“Sì. Data la sua conformazione, l’esposizione al sole e l’anno di costruzione è sicuramente è una delle sedi maggiormente sensibili”.
L’aria condizionata è sempre una soluzione?
“Non sempre una differenza di temperatura elevata tra esterno e interno può essere raccomandabile dal punto di vista della salute”.
Esiste all’interno dell’EOC una strategia che per la gestione del caldo?
“Questo tema è trattato nella strategia di investimenti. Su immobili e impianti investiamo circa 40-45 milioni di franchi all’anno. E quando si tratta di rinnovare una parte di immobile o un immobile intero, si considera tutto, non solo il comfort climatico. Questo è un aspetto molto importante: le condizioni di degenza e le condizioni di lavoro sono prioritarie”.
Come siete messi negli spazi tecnici, come le sale operatorie?
“La situazione è assolutamente sotto controllo. Mi preme rassicurare tutti: non ci sono problemi da questo punto di vista. I problemi si riscontrano solo in determinate parti delle sedi, che non sono critiche dal punto di vista medico”.












