Ticino e Grigioni
GUIDA ALLA MONTAGNA 1/5

Escursioni in montagna: come prepararsi

Una guida pratica per escursioni sicure: strumenti per la pianificazione, equipaggiamento e gestione dei rischi

  • 57 minuti fa
Nella foto alcuni escursionisti fra i prati di Robiei (Val Bavona).

Nella foto alcuni escursionisti fra i prati di Robiei (Val Bavona).

  • Ti-Press
Di: Giuditta Wiesendanger 

Tantissime persone in estate scelgono di fare escursioni in montagna. Ma qualunque sia la motivazione – godersi le giornate lunghe, cercare refrigerio, fare sana attività fisica o passare qualche ora all’aria aperta – camminare in montagna richiede preparazione e consapevolezza. Ci sono alcuni accorgimenti da adottare per minimizzare il rischio di incidenti. Chi è del settore parla di “timore reverenziale” quando si affronta un’escursione.

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Montagna più frequentata, aumentano gli interventi di soccorso

Gli interventi del Soccorso Alpino Svizzero (SAS) sono passati dai 1’071 del 2021 ai 1’639 del 2025. Un’analisi dei dati del rapporto annuale del SAS evidenzia una forte stagionalità, con un picco di interventi durante l’estate. Il rapporto attribuisce l’aumento degli interventi nel 2025 a una combinazione di fattori:

  • Condizioni meteorologiche ideali che hanno favorito le attività all’aperto

  • Elevata affluenza turistica

  • Ottimizzazione del dispiegamento e della collaborazione con le organizzazioni partner

  • Potenziamento del dispositivo dei “first responder” (primi soccorritori), che da soli sono intervenuti 420 volte nel 2025 

I dati del Soccorso Alpino Svizzero (2021-2025)

Guida pratica

Cosa accomuna chi sceglie l’escursione per il panorama, chi per la sfida, chi per il pranzo in capanna e chi per il semplice gusto di passare qualche ora all’aperto?

La necessità di scegliere un percorso adeguato alle proprie capacità e quella di informarsi sul sentiero. Infatti, il primo passo della pianificazione di un’escursione lo si fa a casa ponendosi delle domande: dove andiamo? Quanto è impegnativo il sentiero? Posso fare pranzo in capanna? È prevista pioggia? Cosa devo mettere nello zaino? Il sentiero che vorrei fare è aperto?

Panorami da escursione

La scelta del percorso

Quando dobbiamo capire se un’escursione fa per noi è importante non sottovalutare lo sforzo richiesto dal sentiero. Per valutare il nostro livello di allenamento in previsione di un’escursione in montagna possiamo svolgere un test di autovalutazione.

Pianificando l’escursione con Svizzera Mobile o swisstopo si ha accesso a tutti i dati che riguardano l’escursione: durata, dislivello e profilo altimetrico e grado di difficoltà. Inoltre, si può capire se ci sono tratti esposti (non adatti a chi soffre di vertigini): più la categoria del sentiero è alta, più è possibile che sia richiesto un passo sicuro e l’assenza di vertigini.

Le categorie di sentieri in Svizzera

In Svizzera, la segnaletica ufficiale definisce tre categorie di sentieri in base alla difficoltà (pendenza, requisiti tecnici, tipologia di terreno).

Una volta scelta l’escursione, la si può salvare e si possono scaricare le mappe necessarie per l’uso offline (non sempre si ha connessione a internet in montagna).

L’equipaggiamento (per escursioni semplici, che non richiedono materiale da alpinismo)

Per ricordarci quanto sia fondamentale scegliere cosa indossare e cosa portare in escursione, prendiamo in prestito questo motto dal fondatore dello scoutismo.

Non esiste buono o cattivo tempo, ma buono o cattivo equipaggiamento.

Lord Robert Stephenson Smyth Baden-Powell, Fondatore dello scoutismo

Dato che cadute e scivolate sono tra le cause più frequenti di incidente, è fondamentale indossare scarponi stabili e con una buona suola profilata. Nello zaino non devono mancare indumenti per proteggersi sia dal sole sia dalla pioggia, oltre a uno strato caldo. Prediligete colori vivaci (rendono più visibili in caso di nebbia, se la caccia è aperta e se si deve essere soccorsi) e tessuti traspiranti.

Insieme a telefono (carico) e GPS, è consigliabile portare una cartina aggiornata. Completano l’equipaggiamento essenziale un kit di primo soccorso, una coperta termica, acqua e viveri sufficienti, un coltellino, utile per situazioni impreviste, e una pila frontale (carica), indispensabile se l’escursione si prolunga oltre il previsto, in caso di scarsa visibilità o se si deve segnalare ai soccorsi la propria posizione.

Scarponi da escursionismo davanti alla capanna Sciora del CAS, fotografati venerdì 22 agosto 2025 a Bondo. Il 23 agosto 2017 il Piz Cengalo fu interessato da una frana seguita da colate detritiche che portarono alla chiusura della capanna per diversi anni. La struttura è stata successivamente riaperta grazie alla realizzazione di un nuovo sentiero, situato al di fuori della zona di pericolo e caratterizzato da diversi ponti sospesi.

Scarponi da escursionismo davanti alla capanna Sciora del CAS, fotografati venerdì 22 agosto 2025 a Bondo. Il 23 agosto 2017 il Piz Cengalo fu interessato da una frana seguita da colate detritiche che portarono alla chiusura della capanna per diversi anni. La struttura è stata successivamente riaperta grazie alla realizzazione di un nuovo sentiero, situato al di fuori della zona di pericolo e caratterizzato da diversi ponti sospesi.

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I consigli di Sentieri Svizzeri per le escursioni estive

- Pianificare gli orari saggiamente: a luglio e agosto il picco di calore è nel tardo pomeriggio (17:00-18:30). Partire nel primo mattino

- Proteggersi dal sole: anche se è nuvoloso, mettere la crema solare, indossare cappellino e occhiali da sole. Valutare poi l’uso di maglie a maniche lunghe e pantaloni lunghi per evitare scottature

- Scegliere l’abbigliamento corretto: preferite tessuti traspiranti, portate vestiti antipioggia e uno strato termico caldo (in quota le temperature possono scendere)

- Idratarsi a sufficienza: l’attività fisica con il caldo aumenta la perdita di liquidi. È saggio portare con sé abbondante acqua: bere previene il surriscaldamento e la disidratazione. In più, vanno previste soste regolari all’ombra

- Difendersi dagli insetti: l’estate è il periodo di massima attività per zecche, zanzare, vespe e tafani. È consigliato usare repellenti e effettuare sempre un controllo zecche a fine giornata

I rischi in montagna - Cos’è il 3x3 e come funziona

Il 3×3 è uno strumento di valutazione dei rischi sviluppato negli anni ’80 dall’alpinista svizzero Werner Munter. Nato per la gestione del rischio valanghe, oggi viene applicato anche nell’escursionismo e in altri sport di montagna. L’idea di base è semplice: invece di valutare i pericoli una sola volta prima di partire, il 3x3 invita ad analizzarli continuamente attraverso tre livelli temporali e tre fattori. Non sempre le decisioni prese a casa restano valide una volta sul terreno.

Al di là della tecnologia

Le tecnologie aiutano a pianificare un’escursione, ma alcune informazioni sullo stato dei sentieri si ottengono solo da fonti dirette. Prima di partire, gli esperti consigliano quindi di contattare il Club Alpino Svizzero o persone del posto che conoscono bene i percorsi, come chi gestisce le capanne.

Maggia: Via Alta, preparazione del sentiero alpino Via Alta tappa 2. Nella foto la Via Alta nella parte della Valle Verzasca, durante la preparazione del sentiero alpino Via Alta , tappa 2 con un gruppo di volontari dell'Associazione Vallemaggia, lavoro OTR Lago Maggiore e Valli.

Maggia: Via Alta, preparazione del sentiero alpino Via Alta tappa 2. Nella foto la Via Alta nella parte della Valle Verzasca, durante la preparazione del sentiero alpino Via Alta , tappa 2 con un gruppo di volontari dell'Associazione Vallemaggia, lavoro OTR Lago Maggiore e Valli.

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Buone pratiche e comportamento in caso di emergenza

Qualcuno che non è con te deve conoscere i tuoi piani

Prima di partire condividi il tuo itinerario con qualcuno che non partecipa all’escursione. Inoltre, se si è in ritardo, si rinuncia all’escursione o si cambia percorso e si ha prenotato una notte in capanna, va avvisato chi gestisce la struttura. I responsabili sono in attesa e, in caso di mancato arrivo, potrebbero allarmare i soccorsi.

Verificate regolarmente la vostra posizione

In caso di emergenza, conoscere la propria posizione anche solo in modo approssimativo può fare la differenza. Per aiutare i soccorritori sono utili non solo le coordinate, ma anche riferimenti come incroci di sentieri, alpeggi, laghi, cime o altri elementi caratteristici del paesaggio che permettano di individuare più facilmente il luogo dell’incidente.

In caso di smarrimento del sentiero

È importante mantenere la calma ed evitare di proseguire a caso, rischiando di allontanarsi ulteriormente dall’itinerario corretto. Se possibile, conviene tornare all’ultimo punto riconosciuto e consultare cartina, GPS o segnaletica. In assenza di riferimenti chiari, è preferibile fermarsi e chiedere aiuto piuttosto che avventurarsi su terreno sconosciuto o potenzialmente pericoloso.

In caso di temporale e fulmini
  • Cercare un riparo sicuro: rifugi chiusi e automobili sono i luoghi più sicuri; evitare invece vette, creste, alberi isolati, corsi d’acqua e strutture metalliche

  • Allontanare gli oggetti metallici: bastoncini, piccozze, ramponi e ombrelli vanno lasciati a diversi metri di distanza

  • Assumere una posizione protettiva: accovacciati su uno zaino asciutto con le ginocchia al petto, riducendo al minimo il contatto con il terreno ed evitando di stare in piedi

Un temporale con fulmini alle pendici delle Alpi del Chiemgau, in Baviera, Germania.

Un temporale con fulmini alle pendici delle Alpi del Chiemgau, in Baviera, Germania.

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Primo soccorso
  • Non esitare a chiedere aiuto: nell’eventualità di un infortunio, mantenere la calma e chiamare l’1414 (la Rega, se non funziona provare con il numero europeo 112), indicando l’identità, dove ci si trova e cosa è successo. Lasciare poi libero il telefono per eventuali richieste di chiarimento da parte dei soccorritori

  • Per ferite, contusioni e fratture non gravi, la priorità è mantenere la calma, valutare le condizioni dell’infortunato e limitarne i movimenti. Se necessario, pulire e coprire le ferite, immobilizzare l’arto interessato senza forzarlo e sistemare la persona in una posizione comoda, al riparo dal freddo mentre si attendono i soccorsi

  • Sospetta lesione alla colonna vertebrale: muovere la persona il meno possibile, assisterla e rassicurarla. In presenza di sintomi come formicolii, intorpidimento o difficoltà motorie è fondamentale attendere l’intervento dei professionisti

Alcuni siti utili

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