Due gestori di postriboli ticinesi sono sospettati di aver evaso il fisco per nove milioni e mezzo di franchi. I due, oppure le società ad essi riconducibili, non avrebbero versato all'erario parte dell'imposta preventiva e dell'imposta federale diretta. È quanto emerge da tre inchieste fiscali condotte in Ticino dall'Amministrazione federale delle contribuzioni (AFC). Le indagini, nel frattempo, sono sfociate nel sequestro cautelativo di qualche conto bancario e di parecchi terreni.
Incassi in nero
Il meccanismo adottato dai responsabili dei locali a luci rosse era semplice, stando a quanto emerge dall'incarto degli inquirenti. Nell'attività di affittacamere e di gestione dei bordelli venivano contabilizzati solo alcuni incassi. Molti guadagni e pagamenti venivano fatti in nero e buona parte dei documenti veniva fatta sparire.
La sentenza
Le persone sotto inchiesta contestano le ipotesi di reato (tra le quali quella di truffa) e il sequestro provvisorio dei loro beni. Qualche giorno fa, la Corte dei reclami penali del Tribunale penale federale ha però respinto i loro ricorsi e ritenuto opportuno il blocco del patrimonio finanziario e fondiario.
Red. MM/Da.Pa/CSI
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CSI 18.00 Il servizio di Gian Paolo Driussi
RSI Info 30.12.2013, 19:09












