Michele Antonio Varano torna a far parlare di sé. Il 63enne, indagato in Italia per un traffico internazionale di sigarette, ha chiesto di nuovo alle autorità ticinesi l’assistenza sociale, di cui già beneficiava prima del suo arresto, avvenuto in dicembre. La domanda è stata presentata nelle scorse settimane, a nome suo e della moglie. I coniugi Varano, residenti a Gandria, l’hanno inoltrata alle autorità comunali, come prevede la prassi. L’incarto è poi stato trasmesso al Cantone. Tocca infatti all’Ufficio del sostegno sociale e dell’inserimento pronunciarsi sul caso.
Sempre oggi si è appreso intanto che la procura genovese ha rinviato Varano a giudizio, ribadendo le accuse a suo carico. Per gl’inquirenti italiani sarebbe un facoltoso criminale. Dai documenti prodotti in Ticino, invece, il 63enne calabrese non percepirebbe nemmeno il minimo vitale. La vicenda è destinata a suscitare nuove polemiche. In dicembre – si ricorderà - la notizia delle prestazioni ricevute in passato era sfociata anche in un’interrogazione parlamentare.
Francesco Lepori
Dal Quotidiano






