“Né sfruttati, né divisi: lavoro e dignità senza confini”, è lo slogan sotto cui sfileranno a Lugano, venerdì 1° maggio, i partecipanti alla giornata di mobilitazione promossa dall’Unione Sindacale svizzera (USS) Ticino e Moesa.
Gli obiettivi e le rivendicazioni su cui punta quest’anno la Festa dei lavoratori sono stati presentati giovedì dai rappresentanti delle diverse sigle sindacali. “In un mondo del lavoro sempre più frammentato e precario, senza unità tra lavoratrici e lavoratori, senza rispetto e diritti uguali, non può esserci giustizia sociale”, ha affermato Renato Minoli, presidente dell’USS Ticino e Moesa. “Il lavoro deve garantire dignità, salari equi e condizioni sicure: non accettiamo dumping salariale né precarietà. La solidarietà è la nostra forza: solo insieme possiamo costruire un futuro senza confini di ingiustizia”.
Tra i temi della manifestazione c’è la sicurezza sul lavoro. Un problema attuale vista anche la recente morte di un addetto alla sicurezza stradale investito a Cadenazzo a inizio aprile.
In piazza ci sarà anche syndicom che denuncia fra altri temi la mancanza di un contratto collettivo dei media privati e la carenza di risorse per la produzione. “Scendere in piazza - ha detto Nicola Morellato, segretario regionale di syndicom Ticino - serve a ribadire che i cambiamenti non devono avvenire a scapito delle condizioni di lavoro e della dignità delle persone”.
Il ritrovo per il corteo del 1° maggio è fissato a Campo Marzio, a Lugano, alle 16.00. Da lì, si procederà verso Piazza Manzoni, dove alle 17.30 si terranno i discorsi ufficiali seguiti da una cena popolare e concerti.










