Il 10 marzo si apre il processo per la maxitruffa ai danni dell’allora Banque Cial di Lugano (e di numerosi suoi clienti), perpetrata dal direttore della filiale dell'epoca e un procacciatore di clienti italiano. I due, arrestati nel 2005 e rinviati a giudizio nel 2011, avevano creato un buco da oltre 30 milioni di franchi. Quattro (fino a venerdì 13) i giorni previsti per il dibattimento.
Davanti alla Corte delle Assise Criminali, presieduta dal giudice Marco Villa, gl’imputati dovranno rispondere di vari reati, in parte contestati, commessi tra il 1996 e il 2005. Si va dalla truffa al riciclaggio, dall’appropriazione indebita all’amministrazione infedele
Due i filoni d’indagine: il primo riguarda le malversazioni compiute singolarmente a spese dei clienti, per un totale di 19 milioni di franchi. Il secondo tocca invece la banca stessa, a cui l’ex-direttore e il consulente (agendo stavolta in correità) avrebbero creato un danno di 10 milioni di euro.
Francesco Lepori



