Chi non paga una fattura, riceve un precetto esecutivo e viene quindi iscritto nell’estratto del registro esecuzioni e fallimenti. Succede di frequente in Ticino: i precetti sono circa 170’000 all’anno, con tendenza alla leggera crescita. Una volta saldato l’importo, che può essere già lievitato a due o tre volte la somma di partenza, non sempre però è tutto risolto. La cancellazione non è automatica, compete al creditore, e capita che i creditori chiedano fino a 300 franchi per far rimuovere i nomi da questo estratto così importante quando si cerca lavoro, si cerca casa o si ha bisogno di un prestito.
“Una specie di ricatto”
Di un caso concreto si è parlato a SEIDISERA della RSI giovedì. La persona interessata non aveva pagato nei tempi previsti una fattura di 84 franchi e 50 centesimi. Con l’aggiunta di interessi, spese di sollecito e altre voci, il totale da versare era lievitato fino a 240 franchi. Saldata la somma, la sorpresa: il creditore aveva chiesto a questo punto altri 100 franchi per “ripulire” l’estratto esecutivo. I casi simili segnalati all’Associazione dei consumatori della Svizzera italiana sono meno di uno all’anno, ma succede. La consulente giuridica, l’avvocato Katya Schober Foletti ha sottolineato che il debitore parte da una situazione di torto, ma poi si è espressa così: “Ci sembra eccessivo e sproporzionato. E agli occhi del debitore che ha pagato assomiglia a una specie di ricatto. Forse una parola un po’ forte, ma l’impressione è questa”. Difficile, infatti, giustificare una simile cifra a fronte dello sforzo richiesto, l’invio di una semplice e-mail di poche righe. “Non penso che questi due minuti possano valere 100 franchi”, ha aggiunto la legale, a meno che l’impiegato che la scrive “percepisca uno stipendio stratosferico”.
“Allo stato attuale è assolutamente legale”
Quando coinvolto in qualità di creditore, il Cantone provvede automaticamente a ripulire l’estratto del registro, una volta saldato il debito. Fernando Piccirilli, capo dell’Ufficio esecuzioni e fallimenti, non dispone di statistiche sul fenomeno delle “richieste pecuniarie extra”. “Per una consolidata giurisprudenza del Tribunale federale”, ha ricordato Piccirilli, “il creditore ha diritto di vedere l’iscrizione nel registro anche se pagata. Figurerà con un saldo 0 fino a 5 anni dopo l’avvenuto pagamento”. “Quello che il creditore fa spesso e volentieri”, ha proseguito, “è subordinare la cancellazione al pagamento di un determinato importo. Di per sé, allo stato attuale, è perfettamente legale. La cifre possono variare fra i 50 ai 300 franchi”. Piccirilli ha ricordato alcuni esempi: quello di una cassa malati che aveva preteso questo versamento supplementare e quello di un creditore che aveva protestato per l’emissione di un certificato “pulito”, dopo l’avvenuto saldo di un debito.
Sollecitato per un parere personale, Piccirilli ha sottolineato come la fattispecie andrebbe forse regolamentata a livello di ordinanza federale, quantomeno per evitare disparità. Parola alla politica, quindi.
Estratto esecutivo: l'intervento di Giorgio Fonio
SEIDISERA 12.03.2026, 18:00
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In diretta a SEIDISERA, il consigliere nazionale del Centro e sindacalista Giorgio Fonio ha detto che la pratica non è una novità. “Mi è capitato nella mia attività sindacale di vedere persone in cerca di impiego - e per alcune posizioni si richiede l’estratto del registro esecuzioni e fallimenti - che pur avendo pagato tutto si ritrovavano ancora iscritte”, ha spiegato. “È vero che risulta l’importo 0, ma comunque non fa piacere vederlo”.
“Quasi da denuncia”
La legale dell’Associazione dei consumatori - ha proseguito Fonio - “ha parlato in modo timido di ricatto e io sono d’accordo. Non dobbiamo dimenticare inoltre che in Ticino abbiamo un tasso di povertà fra i più alti della Svizzera, può capitare di avere delle difficoltà. Non vedo il motivo per il quale un cittadino, una volta pagati i suoi debiti, debba pagare ulteriormente per vedere cancellato qualcosa che ha saldato”. “Potrei capire una sorta di tassa minima”, ha aggiunto il deputato del Mendrisiotto, “ma quando si parla di 300 franchi mi viene da dire che siamo davanti non solo a un ricatto ma a qualcosa di più forte, quasi da denuncia”.
Per Fonio quindi il problema sussiste, ma a Berna in Parlamento, ha ammesso, al momento non si sta facendo nulla di specifico. Non si sta intervenendo se non a proposito delle problematiche legate alle agenzie di incasso. Oggi, ha ricordato, il problema nella legge è che “è il creditore che ha la possibilità di cancellare l’esecuzione” e per Fonio, “è in questo senso che nella legge si dovrebbe intervenire, riconoscendo il fatto che una volta saldato il debito l’esecuzione venga cancellata”.
Con l’Associazione dei consumatori “stiamo valutando come agire”, ha concluso, “fermo restando che come spesso capita bisogna trovare delle maggioranze e io credo qui che la tematica si scontri con gli interessi di alcune lobby molto forti”.







