Rilanciare il partenariato sociale dopo la votazione del 18 maggio sul salario minimo. È questo l’obbiettivo di una serie di proposte, che la Camera di commercio (CC-TI) ha reso pubbliche martedì.
Nel dettaglio i rappresentanti delle aziende ritengono opportuno che le parti sindacali, quando rilevano una violazione in un ambito regolato da contratto collettivo (CCL) si rivolgano prima di tutto alla Commissione paritetica. Se non vi è un CCL devono invece bussare alla porta della CC-TI che, qualora l’azienda interessata ne facesse parte, si attiva per facilitare il contatto. Durante la discussione tutti devono astenersi da comunicazioni pubbliche.
La CC-TI si impegna inoltre a sensibilizzare i suoi associati verso i CCL e si mette inoltre a disposizione per organizzare momenti formativi sul partenariato sociale. Il mondo imprenditoriale auspica inoltre che eventuali abusi segnalati alla Commissione tripartita in materia di libera circolazione siano valutati nell’ottica di verificare la possibilità di correggere in maniera concertata le distorsioni.
Red. MM.



