Favorire la biodiversità e riutilizzare materiale inerte per evitare lo smaltimento in discarica. Sono questi gli obiettivi del Consiglio di Stato, attraverso la modifica della morfologia dell’alveo del fiume Ticino nel comune di Cresciano. L'Esecutivo ha chiesto un credito di 1,2 milioni di franchi.
"Il corso d’acqua verrà rinaturalizzato sulla sponda sinistra su una lunghezza di alcune centinaia di metri così come lo è stato sulla riva opposta, a Moleno nel 2013", si legge in un comunicato pubblicato giovedì. Il materiale usato per portare a termine l'intervento sarà quello caduto dalla frana del Valegion nell’autunno dello scorso anno.
Gli importanti lavori di arginatura eseguiti in passato, continua la nota, hanno reso il Ticino "un corso d’acqua monotono e con una morfologia povera di struttura". L’operazione prevede la strutturazione dell’alveo con la formazione di banchi alternati ed una diversificazione degli ambienti spondali.
ZZ






