Nei prossimi quattro anni le aziende ticinesi che puntano sull’innovazione per rimanere competitive potranno contare su 20 milioni di franchi. Il Gran Consiglio ha infatti deciso di rinnovare il credito quadro legato alla legge sull’innovazione e lo ha deciso con una maggioranza risicata (48 voti, quando ne servivano 46) composta in particolar modo da PLR, Lega, PPD e UDC. Due le novità decise dal plenum: da un lato i beneficiari degli aiuti potranno essere attivi anche nel settore primario; dall’altro dovranno dimostrare di rispettare la parità di genere.
Bocciata invece la controproposta del fronte rosso verde, che voleva modificare la legge e vincolare tali aiuti a criteri ambientali e sociali.
Al Palazzo dei Congressi di Lugano il dibattito è terminato dopo quattro ore e a tratti è stato acceso. Specie quando dal fronte dei contrari sono arrivate critiche alla politica economica del Cantone e nei confronti di alcune ditte che hanno beneficiato di tali crediti negli scorsi anni per poi licenziare parte dei dipendenti.





