È un dossier delicato, quello su cui si soffermerà il Gran Consiglio ticinese nella sua sessione di lunedì pomeriggio. Il parlamento cantonale discuterà infatti sulla nuova tassa sull’elettricità, dopo la bocciatura – da parte del Tribunale federale – del modello di tassa che era stato adottato nel 2009, in sede di applicazione della Legge federale sull’approvvigionamento elettrico.
La normativa prevedeva - a carico dei consumatori finali - la riscossione di una tassa per la concessione del suolo pubblico e di un tributo sull’uso delle reti di distribuzione. Contro tale provvedimento, Giorgio Ghiringhelli presentò un ricorso al Tribunale federale.
I giudici di Mon Repos, nel 2011, accolsero in parte l’istanza, ritenendo arbitraria l’imposizione di questa tassa ai consumatori. Tale tributo, precisò il TF, si configurava come una controprestazione per una concessione d’uso del suolo pubblico, che viene rilasciata non ai consumatori ma bensì agli stessi gestori di rete.
La nuova soluzione all'esame del Gran Consiglio prevede ugualmente, pur con differenti modalità, un balzello aggiuntivo che ricadrà comunque sui consumatori. La misura dei proventi risulterebbe comunque inferiore all’ammontare, intorno a 35 milioni di franchi, che la normativa del 2009 avrebbe assicurato a beneficio delle finanze comunali. Ai comuni, peraltro, spetterebbero solo due terzi degli introiti legati alla tassa.
Su questo punto, in particolare, si concentrano le critiche dell'Associazione dei comuni ticinesi, che da parte sua ha già ipotizzato il lancio di un referendum.
Red.MM/CSI/ARi
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CSI 12.05 RAUCH - SEDUTA GC 04.11.13.MUS
RSI Info 04.11.2013, 16:20




