Il Gran Consiglio ticinese ha approvato martedì l’abolizione dei giudici supplenti in materia civile e amministrativa presso il Tribunale d’appello. I sì al rapporto di maggioranza, favorevole al provvedimento, sono stati 48 contro 29 no e 1 astenuto. Rimarranno quindi solo i giudici supplenti – gli avvocati che aiutano i giudici nell’evadere le pratiche – in ambito penale: il loro numero, da giugno, passerà da 27 a 16.
La decisione prende le mosse dal sì, lo scorso 23 gennaio, all’iniziativa di Michela Delcò Petralli (Verdi) che puntava il dito contro il conflitto di interessi che rischia di palesarsi quando un avvocato indossa le vesti di giudice.
Sul tavolo c’era anche un rapporto di minoranza, firmato da Maurizio Agustoni (PPD), contrario al messaggio governativo licenziato per mettere in pratica questa riduzione.
“Non sono mai stati segnalati conflitti di interesse. Il sistema giudiziario è sotto pressione e prima di tagliare i giudici supplenti bisogna potenziare l’organico”, ha spiegato Agustoni. Considerazioni che hanno incassato il sostegno di deputati del PS, del PPD e di alcuni de La Destra.
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