“In Ticino siamo già pronti ad affrontare l’inasprimento dei controlli voluto dal Consiglio federale per l’erogazione di aiuti sociali agli stranieri”. Inoltre gli abusi sono molto limitati. È la risposta dell’Istituto assicurazioni sociali alle direttive emanate mercoledì dal Governo federale, che verranno messe in consultazione prossimamente.
Il Governo è stato chiaro: chi non è in regola con il permesso di soggiorno non ha accesso alle prestazioni sociali. Lo scambio di informazioni tra i vari servizi dello stato, quindi tra chi eroga prestazioni e chi rilascia permessi di soggiorno, assume quindi notevole importanza.
Provvedimenti presi già da anni
Ci colgono impreparati queste misure? “Il nostro Consiglio di Stato già da anni, contestualmente all’accordo sulla libera circolazione delle persone, ha preso i provvedimenti necessari. – ha dichiarato Anna Trisconi Rossetti dell’Istituto Assicurazioni sociali ai colleghi delle Cronache della Svizzera Italiana - Lo scambio di informazioni quindi c’è già ed è chiaro che se il Consiglio federale dovesse varare lo scambio automatico la nostra procedura sarebbe ulteriormente alleggerita”.
Da chi giungono le segnalazioni?
Il quadro degli abusi non è preoccupante ha inoltre dichiarato la signora Trisconi Rossetti, ma chi segnala la necessità di controlli? “Da un lato i collaboratori effettuano dei controlli prima di emanare la decisione, poi ci sono segnalazioni che possono arrivare o da un altro assicuratore sociale o privato oppure dall’Ufficio della sorveglianza sul mercato del lavoro. Infine riceviamo anche segnalazioni di privati cittadini”.
Le persone che vengono in Svizzera alla ricerca di un impiego non hanno diritto a prestazioni sociali, lo sottolinea espressamente il Consiglio federale. “Il permesso normalmente viene rilasciato e poi è di competenza della sezione della popolazione di fare i controlli per verificare se il lavoro permane oppure se la persona perde il lavoro”.
In linea di principio se la persona non è in regola con il permesso di soggiorno non può avere accesso a prestazioni sociali. “Se la sezione della popolazione decide di revocare il permesso la prestazione non c’è, se invece conferma il permesso B siamo tenuti a erogare le prestazioni. Sono casi limitati: per esempio sull’insieme delle prestazioni complementari - circa 25mila beneficiari - sono circa 200 stranieri”.
CSI/SP
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Il servizio di Furio Ghielmini
RSI Info 16.01.2014, 18:04







