Ticino e Grigioni

Sigirino, un’occasione mancata per il curling ticinese

L’aumento dei costi di costruzione fa saltare l’intesa tra arena e Federazione ticinese di curling, mentre Lugano resta confrontata con la mancanza di spazi per gli sport su ghiaccio

  • Un'ora fa
La Valle del Vedeggio avrebbe potuto trasformarsi in un punto di riferimento nazionale per il curling
05:06

SEIDISERA dell'11.04.2026 - Sigirino, un’occasione mancata per il curling ticinese

RSI Info 11.04.2026, 18:00

  • Immagine d'archivio Tipress
Di: SEIDISERA - John Robbiani / Tieffe 

La nuovissima arena sportiva di Sigirino fa già discutere. È infatti saltato l’accordo tra i proprietari della struttura e la Federazione ticinese di curling (FCT), mettendo in pausa un progetto che avrebbe potuto trasformare la Valle del Vedeggio in un punto di riferimento nazionale per questa disciplina.

All’origine della rottura vi è soprattutto una questione economica: i costi di costruzione del centro sono aumentati sensibilmente e si sono riflessi sugli affitti. Secondo la FCT, le nuove condizioni non corrispondono più a quanto inizialmente pattuito: il canone sarebbe infatti risultato quasi raddoppiato rispetto alle previsioni. Da qui la decisione della federazione di ritirarsi dal progetto, per evitare di assumersi impegni ritenuti insostenibili nel lungo periodo.

Non si tratta però di un semplice diverbio tra privati. L’intesa era infatti sostenuta da una convenzione pubblica tra la Federazione e la Città di Lugano. Il documento prevedeva che, in caso di trasferimento a Sigirino, la FCT si facesse carico dei costi di gestione, fino a un massimo di 240’000 franchi all’anno, mentre la Città avrebbe contribuito con un importo compreso tra 90’000 e 100’000 franchi annui per dieci anni. Con il venir meno dell’accordo principale, anche questa convenzione è decaduta.

Ma perché Lugano è coinvolta in questo accordo, quando l’arena si trova a Sigirino? Da oltre quindici anni la città soffre una carenza di spazi per gli sport del ghiaccio, che riguarda non solo il curling, ma anche il pattinaggio e l’hockey. Il progetto di una terza pista alla Resega è rimasto finora senza sbocco, e l’arena di Sigirino, promossa da investitori privati, rappresentava un’opportunità concreta per alleggerire la pressione sulle infrastrutture cittadine. Lugano ha infatti già scelto di spostare a Sigirino parte degli allenamenti del settore giovanile dell’hockey club, per un costo di circa 600’000 franchi all’anno.

Tra opportunità e necessità

Per il curling si immaginava un’operazione analoga. Già nel 2020, la FCT e la Città di Lugano avevano valutato la costruzione di un centro nazionale al Maglio di Canobbio, progetto poi abbandonato a causa dei costi elevati. In seguito, l’arena di Sigirino – dotata di cinque piste e di ghiaccio progettato appositamente per il curling – era apparsa come un’alternativa ideale.

Nonostante la rottura con la federazione, il curling non scompare da Sigirino. Attualmente però solo una delle cinque piste è destinata stabilmente a questa disciplina, mentre il Curling Club Lugano continua ad allenarsi nella struttura dopo aver rilevato la convenzione con la Città. Dal canto suo, il vicesindaco di Lugano Roberto Badaracco, capodicastero Sport, sottolinea ai microfoni di SEIDISERA che la Città ha raggiunto il limite massimo del proprio sostegno finanziario.

Per ora, dunque, il futuro resta incerto. Molto dipenderà dalla possibilità di riaprire il dialogo tra le parti e di trovare un nuovo equilibrio economico che consenta di valorizzare appieno una struttura considerata, dal punto di vista tecnico, tra le più moderne della regione.

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