Questa mattina i sindacati hanno dimostrato il proprio dissenso contro la nuova legge sulla Cassa pensioni cantonale, all’esame del Gran Consiglio ticinese.
Poco prima delle 8.00 hanno prima manifestato, anche attraverso un’operazione di volantinaggio, davanti alla sede del Governo ticinese per poi incontrare la sottocommissione della Gestione. Durante il vertice, i rappresentanti degli impiegati pubblici hanno motivato il loro dissenso, consegnando anche una lettera con alcune richieste chiare e puntuali per “correggere la nuova legge al vaglio del Parlamento”.
Sindacati uniti
Il documento, sottoscritto e presentato da Raoul Ghisletta - VPOD, Lorenzo Jelmini - OCST, Michele Sussigan - CCS , Guelfo Piazzini - APS, affronta quattro questioni ritenute importanti: compensazione carovita, aumento del salario assicurato, correzione delle perdite superiori al 10%, trasparenza e informazione degli assicurati.
Tra le principali proposte avanzate figura la limitazione delle perdite delle rendite al 10%, con una garanzia parziale a carico del datore di lavoro e l'introduzione della compensazione del rincaro per le rendite più basse. La sottocommissione, dovrà ora quantificarne i maggiori costi rispetto al progetto governativo di risanamento della Cassa pensioni, cercando di trovare una soluzione più equa tra Cantone, dipendenti e pensionati.
Sacrifici tanti, riconoscimenti pochi
“Oltre ai problemi pensionistici, segnaliamo anche il peggioramento costante delle condizioni retributive dei dipendenti avvenuto negli ultimi 15 anni, a seguito di numerose misure di risparmio decise dal Consiglio di Stato e dal Parlamento: ciò ha allontanato sempre più i dipendenti cantonali dalla media delle condizioni di lavoro applicate negli altri Cantoni”, denunciano compatte le organizzazioni di categoria.







