L’Orchestra della Svizzera italiana (OSI) sta vivendo un periodo di incertezza, ma la situazione è tutt’altro che catastrofica. Riassumendo, in questo modo si è espresso martedì davanti ai giornalisti Pietro Antonini, presidente della Fondazione dopo l’assemblea che si è tenuta a Besso con strumentisti e musicisti.
L’incontro è stato fissato dopo che la scorsa settimana ai componenti della compagine sono giunte le disdette cautelative dei contratti di lavoro (leggi il nostro articolo). Nel frattempo, gli orchestrali hanno designato un loro portavoce: Robert Kowalski, primo violino di spalla. Kowalski ha detto ai microfoni delle Cronache della Svizzera italiana, che la situazione è seria, ma che tutti gli artisti vogliono combattere per il futuro culturale del Ticino e danno fiducia alla Fondazione, alle autorità cantonali e alla SSR.
Antonini confida di avere entro fine febbraio una soluzione concreta siccome, ha detto, ci sono segnali che consentono di essere ragionevolmente ottimisti. Per ora, è stato infine sottolineato, non è partita una ricerca di fondi. L’OSI ha fissato un’asticella per i contributi, sotto la quale un'attività di qualità non sarebbe più garantita. Neppure gli 1,3 milioni che la SSR verserebbe comunque, anche in caso di mancato accordo, sarebbero sufficienti.
CSI/AlesS
DAL QUOT:
RG 24.00 del 29.11.2016 Il servizio di Pervin Kavakcioglu
RSI Info 30.11.2016, 00:07
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RG 12.30 del 30.11.2016 La voce di Pietro Antonini, presidente della fondazione
RSI Info 30.11.2016, 14:08
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