"Le richieste di pena di dieci anni e mezzo e sette anni e mezzo, avanzate martedì dalla procuratrice pubblica Chiara Borelli, devono essere ridotte". Questo, in sintesi, è quanto sostenuto mercoledì mattina in aula dai difensori della cosiddetta "coppia del softair", una 27enne e un 51enne a processo a Lugano per diverse accuse, tra cui tentato assassinio.
Nella sua arringa Deborah Gobbi, legale della giovane, ha seguito le analisi e le conclusioni della perizia psichiatrica, ovvero che bisogna tener conto del vissuto della donna che già dall'infanzia è costellato da violenze e abusi. Non solo, per il difensore non ci sono sufficienti elementi a sostegno dell'accusa di tentato assassinio. L'avvocato ha quindi chiesto una commisurazione della pena di 5 anni e mezzo sospesi, in favore di una misura che comprende il trattamento dell'imputata in una struttura chiusa.
Dal canto suo Roy Bay, difensore dell'uomo, ha fatto notare che i colpi inferti dal suo cliente erano stati indirizzati sul casco della vittima e pertanto non c'era alcuna intenzione di uccidere. Alla luce di queste considerazioni, e tenendo anche conto del vissuto dell'imputato, è stata auspicata una importante riduzione della pena. In ogni caso, ha sostenuto il legale, l'uomo va prosciolto dall'accusa di tentato assassinio e truffa.
I fatti per i quali i due imputati sono finiti alla sbarra risalgono al luglio scorso. I due si scagliarono su un 64enne Purasca, usando a turno una chiave di ferro a forma di croce. Lo colpirono più volte, anche alla testa, provocandogli ferite potenzialmente mortali. Non solo, devono pure rispondere di una scorribanda compiuta in agosto a Lugano dove, armati di softair, spararono ai clienti di alcuni locali. La sentenza è prevista per il pomeriggio.
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