Ticino e Grigioni

Soldi dietro l'omicidio Diebold?

Gli inquirenti stanno cercando di ritrovare 200'000 franchi scomparsi nel nulla

  • 30.08.2011, 21:00
  • 05.06.2023, 18:39

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Un buco di circa 200mila franchi. Soldi che Matteo Diebold avrebbe dato in gestione ad Hans Peter Maier, e che lui invece si sarebbe intascato.

Potrebbe essere questo il movente del delitto. Un movente di natura economica, dunque, e non passionale. È quantomeno l’ipotesi sulla quale gl’inquirenti stanno lavorando. Si sa che Diebold prelevò la somma dal proprio conto e secondo alcuni testimoni l’avrebbe affidata al 50enne germanico affinché la investisse. La facesse fruttare, con l’intenzione di poi costruire una casa. Ma di quei 200mila franchi è sparita ogni traccia; anche nell’appartamento della vittima.

Nell’abitazione di via Sorengo, che Maier pulì minuziosamente dopo aver accoltellato il 40enne, lo scorso mese di novembre, non è stata trovata nemmeno l’ombra di un riscontro cartaceo. Circostanza che è subito parsa sospetta. Maier, però, nega con fermezza: sia d’aver sottratto il denaro, sia d’aver distrutto l’eventuale documentazione (sostiene di essersi portato via soltanto alcune lettere di carattere personale). La questione non è di poco conto. Dal movente, come dalle modalità, dipende infatti l’accusa: assassinio - come ritiene la procura - o omicidio intenzionale, come ribadito ieri pubblicamente da Maier.

E queste non sono le uniche malversazioni che gli vengono imputate. Il 50enne ne avrebbe commesse pure delle altre, per cifre ancora più importanti. Si parla di circa 1 milione di franchi. Ad affidargli il patrimonio, sempre in gestione, un cittadino svizzero tedesco, deceduto nel 2008.

Lo “zio” come lo chiamava Hans Peter Maier, ma che in realtà suo zio non era. Si tratta del proprietario dei due terreni di Bedano poi finiti al centro dell’inchiesta penale che nei mesi scorsi ha visto coinvolti, oltre allo stesso Maier, il sindaco di Porza e un municipale di Mendrisio.

Le indagini si avviano ormai alla conclusione. Non restano che gli ultimi verbali, previsti in settembre. Ieri il procuratore pubblico Moreno Capella ha ricevuto anche la perizia psichiatrica. Il rapporto – stando alle nostre informazioni – avrebbe ravvisato, a favore di Maier, una lieve scemata responsabilità.

Francesco Lepori
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