Il 48enne di Camignolo che nel gennaio del 2012, dopo una lite per futili motivi, sparò un colpo con il fucile d’assalto contro l’appartamento dei suoi vicini, potrebbe scontare la pena con un braccialetto elettronico e non in carcere.
La vicenda è stata ripercorsa oggi, mercoledì, in Corte d'appello a Locarno. La giudice Giovanna Roggero Will ha confermato il capo d'accusa di tentato omicidio per dolo eventuale, ma ha tenuto conto del significativo cambiamento dell'uomo condannato l'anno scorso in prima istanza a 4 anni di carcere e ne ha ridotto la pena a 3 anni, di cui 2 sospesi per un periodo di 5 anni.
Nel pronunciare la sentenza la Corte ha espresso un invito al giudice dei provvedimenti coercitivi affinché valuti la possibilità di trasformare i 12 mesi che l'uomo dovrebbe scontare dietro le sbarre in un periodo sotto controllo di un braccialetto elettronico.
CSI/Red.MM






