Ticino e Grigioni

Specie invasive, il Ticino corre ai ripari

Dalla formica Tapinoma alla cozza quagga: il Cantone introduce nuove misure di contrasto - Gli esperti bocciano i diffusori contro la zanzara tigre

  • 16 aprile, 20:30
  • 17 aprile, 08:11
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Nuovi animali invasivi e come combatterli

Il Quotidiano 16.04.2026, 19:00

Di: Il Quotidiano, Beatrice Zeli / AC 

Contenere, e, se possibile, prevenire la diffusione delle specie invasive, animali o vegetali, è un compito che riguarda sia la popolazione che gli uffici tecnici comunali, chiamati ad intervenire con il supporto di studi di consulenza ambientale.

Per limitare la diffusione della formica invasiva Tapinoma, è ora previsto anche un aiuto finanziario da parte del Cantone. “Ai comuni viene richiesta la supervisione di linee guida specifiche, la compilazione – in collaborazione con disinfestatori autorizzati – di appositi formulari e la richiesta eventuale di sussidi”, ha spiegato al Quotidiano della RSI Francesca Botta della sezione della protezione aria, acqua e suolo.

La zanzara tigre, una lotta continua

I metodi tradizionali per combattere la zanzara tigre hanno portato a risultati che situano il canton Ticino fra le zone con la densità più bassa d’Europa.

Sul mercato sono comparsi nuovi sistemi di diffusori che promettono miracoli ma che, stando agli esperti, possono essere pericolosi per la salute. “Sconsigliamo questi diffusori” afferma Eleonora Flacio dell’Istituto di microbiologia della SUPSI. “Non ci sono prove scientifiche sulla loro efficacia: non hanno un effetto di riduzione ma, al limite, spostano il problema. Inoltre, hanno un effetto di nebulizzazione, quindi il prodotto va anche nelle proprietà vicine. L’unico prodotto che si può usare (per questo tipo di diffusori, n.d.r.) non va usato in presenza di persone, animali o derrate alimentari. Se i prodotti contenuti negli impianti entrano nelle acque potabili, possono contaminare anche l’acqua che beviamo”.

Il gambero della Louisiana

Nel 2021 si è registrata la prima volta la presenza del gambero della Louisiana nelle Bolle di Magadino. Lo scorso anno, con diversi metodi, ne sono stati catturati oltre 18’000 esemplari.

Massimiliano Foglia, dell’Ufficio della natura e del paesaggio, lancia l’appello: “Se trovate questa specie, informate il nostro ufficio o l’Ufficio caccia e pesca. Non spostatela in un altro corso d’acqua perché c’è il pericolo che colonizzi nuovi habitat”.

La cozza quagga

Dopo aver infestato il Nord delle Alpi, sono state rinvenute anche in Ticino le prime larve di cozza quagga. Si tratta di un pericolo per i laghi, anche perché riescono ad ostruire le condotte di captazione. “Bisognerà obbligare chi si sposta da un lago all’altro a pulire e a lasciare asciugare tutta l’attrezzatura”, afferma Mauro Marazzi della sezione della protezione aria, acqua e suolo.

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