Regali, messaggi d’affetto, ben 50'000 contatti sui social e una folla di fan che ha atteso davanti alla sede di Melide nelle ultime ore prima del traguardo. Quelle cento ore di diretta ininterrotte hanno regalato ai Blues Brothers - ovvero Maxi B e Michael Casanova - e a Radio 3i un posto nel Guinness dei primati. Al Ticino un vero e proprio fenomeno mediatico, ad alto impatto emotivo.
Michael Casanova e Maxi B in diretta TV
Matteo Pelli, direttore di Radio 3i e Teleticino, come se lo spiega questo successo?
“È davvero incredibile! Ma penso che la cosa principale sia che i ragazzi sono molto diretti. Sono persone vere. Autentiche. Anche nel modo di parlare, nei discorsi durante la maratona in diretta. Secondo me gli ascoltatori si sono identificati, hanno pensato: ‘Sono come me, potrei essere io lì’, e questo ha portato a tutto l'affetto che abbiamo visto”.
Un vero e proprio fenomeno sociale. Ve lo aspettavate?
“No. O perlomeno non in questa misura. Questa mattina ho parlato a lungo al telefono con Maxi B e Michael Casanova: sono scioccati da tutto questo interesse. Ora però hanno davvero bisogno di riposare. A un certo punto tutta questa attenzione è andata quasi fuori controllo. Questa mattina ho risposto a 40 telefonate di persone che volevano intervistare i ragazzi, ma ora loro hanno davvero bisogno di riprendersi e non sono reperibili. Durante la diretta invece, la cosa che più mi ha colpito è stata proprio l’educazione della gente. Sono arrivati da noi, ci hanno portato regali, ma sapevano che non potevano entrare in studio. Tutti molto educati e rispettosi”.
Quanto ci hanno messo a prepararsi per questa impresa?
“L’avvicinamento è durato tre mesi, tra analisi mediche e preparazione fisica, anche alimentare. Non si improvvisa un’impresa del genere. I ragazzi sono stati seguiti da due medici specialisti che hanno anche dato loro consigli su come gestire le pochissime ore di sonno e cosa mangiare. Loro poi non sono nemmeno dei bevitori accaniti di caffè. Ne hanno bevuti due in cento ore: uno a testa”.
Si è trattato di un esperimento unico o vi lancerete ancora in operazioni simili?
“Per come siamo fatti, non sarà l’ultima sorpresa. Magari non con la stessa formula, ma le sorprese non mancheranno. Non subito però, perché ora dobbiamo tutti riposarci. Ieri l’intera squadra ha pianto, un po’ per la stanchezza e un po’ per l’emozione. Siamo provati; stanchi morti, ma felici!"
Barbara Raveglia






