Si è formata una maggioranza, in Ticino, a sostegno dell’iniziativa popolare democentrista che chiede la neutralizzazione degli effetti della revisione delle stime immobiliari. UDC, Lega, Centro e PLR sostengono la proposta che sarà sottoposta al plenum (e due mozioni sul medesimo tema) e hanno firmato il relativo rapporto lunedì mattina in Commissione della gestione.
“In un momento in cui lo Stato sta già mettendo le mani pesantemente in tasca al cittadino, con questo rapporto poniamo l’obbligo che ogni futuro aumento dei valori di stima venga neutralizzato. Cioè non possa permettere allo Stato di tartassare ulteriormente il cittadino o di ridurgli le prestazioni”, ha spiegato ai microfoni della RSI il leghista Michele Guerra, uno dei quattro relatori (gli altri sono Alain Bühler, Paolo Caroni e Matteo Quadranti).
Di cosa si tratta? Le stime sono il valore che lo Stato attribuisce agli immobili. In Ticino fino al 2025 era attorno al 40% del valore reale, un dato ora aumentato di 15 punti, ma ancora non basta: la giurisprudenza federale fissa l’asticella al 70% e il Ticino deve arrivarci, a tappe, con la prossima fissata nel 2035. L’aumento ha un ovvio impatto fiscale e, di riflesso, su eventuali prestazioni sociali percepite dai contribuenti, impatto che l’UDC chiede per l’appunto di annullare.
Il Governo si era detto favorevole a sua volta, ma aveva avvertito che l’operazione può valere per il gettito nel suo complesso e non per ogni singolo contribuente. Aveva inoltre precisato che un margine di manovra esiste per la casa primaria e per i sussidi cantonali, ma non per le prestazioni che dipendono dal diritto federale. E al Consiglio di Stato i contrari (il rapporto di minoranza è firmato dal socialista Ivo Durisch) non vogliono legare le mani: l’Esecutivo deve “adeguarsi alla legge. Bisogna sì sostenere i proprietari di case, ma anche pensare in generale alla situazione cantonale. Dobbiamo permettere al Consiglio di Stato di lavorare”, ha spiegato Samantha Bourgoin dei Verdi.
Sul tavolo commissionale c’è anche un secondo dossier di peso, quello dei salari minimi, sul quale però i commissari hanno ancora preso tempo. Sarebbero in corso trattative su un compromesso che possa accontentare sia i partiti borghesi che la sinistra.

Spaccatura sulle stime immobiliari
Il Quotidiano 10.02.2026, 19:00





