Il segretario di un comune ticinese per 25 anni ha potuto dedurre dalle imposte la trasferta con il proprio veicolo privato da casa al Municipio lontani un chilometro. Un privilegio che, un buon giorno del 2012, il fisco ha deciso di togliergli: la deduzione non aveva fondamento data la distanza. Tanto più che si è anche rifiutato di presentare uno scritto del datore di lavoro (il Municipio) attestante che doveva usare l’auto per motivi professionali.
Convinto, tra le altre cose, che dopo 25 anni il suo diritto alla deduzione fosse ormai acquisito, il segretario-contribuente ha impugnato la decisione di tassazione. Gli è andata male. Ma dalla sentenza pubblicata giovedì dalla Camera di diritto tributario si apprende anche un’altra cosa: il segretario comunale rivendicava una deduzione annua di 1'232 franchi. Come se avesse percorso 1'760 chilometri. Un fatto che ha stupito i giudici. Anche facendo avanti e indietro da casa al Municipio quattro volte tutti i giorni lavorativi (in media 220) sarebbe arrivato a totalizzarne al massimo la metà.
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