Ponti provvisori per attraversare i quartieri, intere vie ingabbiate, traffico veicolare sempre sostenuto, polvere, mezzi pubblici impossibilitati a passare in vie secondarie, attività commerciali che hanno visto diminuire i propri introiti. Queste sono solo alcune delle lagnanze espresse dai cittadini della Valceresio nell'indicare i disagi del nuovo blocco del cantiere ferroviario della Stabio-Arcisate.
"Cominciamo ad averne le scatole piene di quello che dice la politica - hanno detto gli abitanti delle case affacciate sul "canal grande in secca" come hanno definito lo scavo sotto casa - vedrete che questa roba qui andrà avanti per anni, ma arriveranno le elezioni, la politica non può più prendere in giro nessuno. Questa era presentata come l'opera secolo dai politici lombardi, dagli stessi che oggi dicono che tra poco si risolverà tutto".
Il timore degli abitanti, questa mattina tra Arcisate ed Induno Olona, è proprio il protrarsi dei tempi che sembra ormai segnato. Nessuno crede al completamento dell'opera per Expo 2015, anzi invitano il fotografo a mostrare ai ticinesi che in alcuni punti dove dovrebbe esserci lo scavo, a terra insomma, c'è ancora il vecchio asfalto stradale. Come nel 2011.
Un ristoratore, un fornaio, chi vende vini, tutti concordi nel dire che è ora di finirla. Le massaie mostrano case piene di polvere, c'è anche chi ha completamente la casa oscurata, balconi compresi, da pesanti teli di stoffa da cantiere. "Se per caso cambiano il postino come ogni tanto accade - hanno raccontato gli abitanti di un quartiere a ridosso della ferrovia ad Induno - la posta non arriva per giorni, perché la viabilità non è più la stessa e bisogna mettere cartelli per avvisare dove siamo ubicati".
Gallery image - "Stufi di essere presi in giro dai politici"
La posa dei divisori in cemento da cantiere ha poi ristretto alcune vie, anche in zone industriali, costringendo chi ha delle aziende ad arrangiarsi come può per ritirare o spedire materiale nei camion impossibilitati a passare. Insomma, la politica - dai sindaci a salire - non è l'unica a soffrire di questo incredibile ritardo e dei continui stop.
"Qui- hanno detto congedandosi alcuni cittadini - abbiamo una sorta di Valsusa al contrario. Noi non siamo come i No Tav, noi abbiamo detto si alla grande opera. Ad opporsi non sono stati certo gli abitanti". Alla domanda "chi allora si oppone?" i cittadini non sanno cosa rispondere, ma credono sempre meno che questa ferrovia collegherà Malpensa con il Ticino, dopo lo squarcio operato nelle cittadine della Valceresio, in tempo per l'esposizione universale del 2015.
Simone Della Ripa















