Nella mattinata di ieri ha lasciato il carcere di Monza, dove era rinchiuso dall'agosto scorso, uno dei due presunti stupratori della 21enne ticinese, residente a Lugano, violentata la notte del 2 agosto in una cascina alla periferia di Carugate, in Brianza.
Il provvedimento degli arresti domiciliari è stato deciso dal gip di Monza per consentire al più giovane dei due, un 25enne romeno, sposato e padre di un bimbo di pochi mesi, di recarsi al lavoro in modo da provvedere al sostentamento della propria famiglia. Resta invece in carcere l'altro presunto violentatore, un 36enne, pure lui romeno.
Intanto è emersa una circostanza nuova, della quale non si era mai parlato: a violentare la giovane ticinese, che due giorni prima la drammatica esperienza si era allontanata da una struttura sanitaria aperta di Lugano, sarebbe stato uno solo dei due uomini. Devono comunque rispondere dei medesi reati: concorso in violenza sessuale aggravata e rapina, in quanto per evitare che potesse dare subito l'allarme le portarono via la borsetta contenente soldi, effetti personali e cellulari.







