Le Assise criminali di Lugano hanno condannato a 4 anni di carcere (da scontare) il 39enne afghano che a febbraio ha stuprato una 25enne, sua parente.
Il richiedente l'asilo, che non ha ammesso i fatti, è stato riconosciuto colpevole dalla corte presieduta dal giudice Claudio Zali di violenza sessuale - così come indicato nell'atto d'accusa - e non di semplice coazione, come asserito dalla difesa.
A pesare sul giudizio sono stati il movente, una vendetta contro la famiglia d'origine della vittima che risiede a Zurigo, e la credibilità e la linearità della versione resa dalla giovane.
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