La seconda giornata di lavori del Gran Consiglio ticinese, martedì, ha visto sotto i riflettori l’iniziativa parlamentare di Amanda Rückert (Lega) e Fiorenzo Dadò (PPD) intitolata “Ricevi i sussidi in Ticino? Allora spendi in Ticino”, con la quale si vogliono regolamentare le sovvenzioni assistenziali.
Amanda Rückert ha rimarcato che "non si tratta di populismo, quanto invece di un gesto con responsabilità sociale in un momento critico", sani principi ampiamente condivisi dalla maggior parte dei gruppi parlamentari (PLR, PPD, Lega, La Destra, Verdi). Il PLR ha comunque rilevato un'eccezione legata ai vantaggi d'immagine e promozionali che può offrire il mercato italiano ai giovani scrittori ticinesi che godono di un sussidio.
Dadò ha sottolineato che lo scopo consiste nel favorire la nostra economia e i posti di lavoro nel cantone, evitando che enti pubblici o privati che percepiscono questi sostegni li spendano all'estero "con pretesti non più accettabili".
Il neopresidente cantonale PPD ha spiegato che chi riceve un aiuto dallo Stato non dovrà e potrà più rivolgersi liberamente in Italia per un bene o un servizio senza aver prima verificato la disponibilità degli stessi in Ticino. E se si sceglie un fornitore straniero tale decisione dovrà esser motivata e verificata. Spendere i sussidi all’estero è una “malsana speculazione”, ha concluso il deputato pipidino, che va combattuta e sanzionata e l’iniziativa va proprio in tal senso.
Michele Guerra (Lega), relatore del rapporto, ha del resto ricordato che un sussidio funge da sostegno all’ambito locale e perciò va speso nello stesso territorio. L'iniziativa è stata approvata dai parlamentari con 64 voti favorevoli, 5 contrari e 9 astenuti.
EnCa
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