Syndicom, Organizzazione cristiano sociale ticinese e Associazione dei giornalisti ticinesi esprimono delusione per “l’atteggiamento di chiusura al dialogo di cui si sono resi protagonisti i vertici del Corriere del Ticino".
In una nota diramata lunedì, i sindacati criticano la recente presa di posizione del consiglio di amministrazione e della direzione stando ai quali al momento "non vi siano né i presupposti, né la necessità di organizzare un incontro”. Un incontro più volte sollecitato, per valutare misure alternative ai tagli annunciati, che "il quotidiano continua a ritenere inevitabili" e che toccano 9 dipendenti.
“Risulta incomprensibile che, in questo momento e a fronte di misure che causano pesanti conseguenze ai lavoratori, si voglia rifiutare qualsiasi dialogo. Un gesto di chiusura che non ha nulla a che vedere con la natura stessa di un quotidiano, per antonomasia luogo del dialogo e del confronto”, denunciano le parti sociali, convinte del fatto che: "ci sarebbero state altre possibilità, alternative ai licenziamenti".






