Ticino e Grigioni

"Teniamo alta la pressione sul cantone"

L'ACT non lancia ancora un referendum sulla nuova legge sull'elettricità, ma non esclude di promuoverlo a breve. Determinanti saranno gli sviluppi sul Preventivo

  • 13.11.2013, 22:08
  • 4 maggio, 12:12

Dopo il "via libera" del Gran Consiglio ticinese alla nuova tassa sull'elettricità, l'Associazione dei comuni ticinesi (ACT) aveva subito ventilato la possibilità di lanciare un referendum. Dall'assemblea di mercoledì sera a Mezzovico-Vira non è scaturito alcun orientamento immediato. Ma come ci conferma Riccardo Calastri - sindaco di Sementina e presidente dell'ACT - è comunque emersa la volontà di mantenere alta la pressione sul cantone.

Con la nuova tassa, in buona sostanza, le entrate spettanti ai comuni si riducono dai 35-40 milioni di franchi - che erano garantiti dalla vecchia "privativa" - a 11-12 milioni l'anno. L'ACT non ha ancora deciso di promuovere un referendum, ma non esclude affatto di lanciarlo prossimamente, a seconda degli sviluppi che si riscontreranno su un altro fronte altrettanto importante: quello degli oneri a carico dei comuni in sede di Preventivo 2014.

Fra trasporti pubblici, assistenza e minori sussidi per i docenti delle scuole comunali, tali oneri si attestano intorno a 32 milioni di franchi. Sono questi i termini del documento licenziato dal Governo. " Per i comuni, un salasso ", commenta Riccardo Calastri, secondo cui si tratterà ora di attendere gli orientamenti che, in materia, emergeranno prima in seno alla commissione della Gestione e quindi nel successivo dibattito in Gran Consiglio.

Nell'eventualità di sviluppi sfavorevoli ai comuni, l'ACT potrebbe quindi lanciare un referendum sul fronte della nuova tassa sull'elettricità. " I termini scadono il 23 dicembre. Per la riuscita, la legge prevede l'adesione di almeno un quinto dei 135 comuni ticinesi ", ci dice il presidente dell'ACT.

Dell'ACT - spesso qualificata come un'associazione in prevalenza sopracenerina - non fanno però parte tutti i comuni ticinesi. Ma di fronte alla prospettiva di un eventuale referendum, Calastri si mostra ugualmente fiducioso . " Ci facciamo forti del fatto che la posizione dell'ACT - sia per il Preventivo che per la questione dell'elettricità - collima quasi al 100% con quella dei comuni di Chiasso, di Mendrisio, della cintura di Lugano ".

Il confronto con il cantone - ovviamente - si consuma anche intorno al discusso progetto, appena presentato dal Governo, per ridurre da 135 a 23 il numero dei comuni ticinesi. In merito, Calastri ribadisce il suo punto di vista. " Con un numero così piccolo, si rischia di avere dei contenitori amministrativi svuotati del senso di ciò che noi intendiamo come il comune: un comune che deve essere ancorato alla realtà locale. C'è il rischio che aggregazioni partite dall'alto non vengano condivise dalla base ".

Alex Ricordi

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    RSI Info 13.11.2013, 23:26

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