I Verdi ticinesi attaccano PLR e PPD, i cui gruppi parlamentari “a quattro giorni dallo storico voto del popolo ticinese e svizzero tornano a inginocchiarsi ai piedi del Consiglio federale e dell’Unione Europea”, il primo “sfiduciato dalla popolazione” e la seconda autrice di “inaccettabili minacce”: oggetto del contendere è l’appoggio ritirato dai due partiti di centro alla proposta ecologista per un Ticino a statuto speciale, depositata quattro anni fa.
Si tratta, per i Verdi, di “un atto di arroganza nei confronti dei ticinesi”, espressasi chiaramente alle urne. Popolari-democratici e liberali-radicali sostengono che “il segnale è già stato dato”, cosa su cui la formazione di Sergio Savoia non concorda: non si possono attendere tre anni per intervenire, ne va inviato un secondo e la settimana prossima in Gran Consiglio verrà chiesto il voto nominale: si devono conoscere nomi e cognomi, scrivono, “dei deputati che sostengono gli interessi della gente e di quelli che fanno il gioco di Berna".
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